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Il dollaro debole spaventa l'Asia

· L'indice borsistico Nikkei sotto la soglia dei novemila punti per la prima volta dal maggio 2009 ·

Lo yen ai massimi da quindici anni sul biglietto verde

I timori legati alla debolezza della ripresa americana incidono sulle borse asiatiche. Dopo un avvio difficile in scia a Wall Street, Tokyo ha chiuso oggi in pesante calo (meno 1,33). Accelera la corsa dello yen sul dollaro, sceso a 84,60, ai minimi degli ultimi quindici anni. L'indice Nikkei si è assestato a quota 8,995.14 punti: la chiusura più bassa dal maggio 2009. Difficoltà anche per le piazze europee.

Il calo di Tokyo non è isolato. Tutte le principali Borse asiatiche risentono delle incertezze americane ed europee. Hong Kong ha perso lo 0,46, Sydney l'1,08. Più contenute le perdite di Seoul (meno 0,41), di Taiwan (meno 0,44) e di Bangkok (meno 0,24). Ma la situazione non è a senso unico. Guadagnano Jakarta (più 0,48), Mumbay (più 0,53) e Shanghai (più 0,90 per cento).

A frenare il Nikkei sono stati in particolare Sony (meno 3,7 per cento) e il comparto dei motori con Nissan (meno 2,9), Mazda (meno 2,02) e Suzuki (meno 2,2). Male anche Sydney con il gigante della birra Foster’s che ha ceduto il 4,6 in scia alla perdita registrata nel secondo trimestre. Lascia invece sul terreno quasi il due per cento il gigante dell'acciaio Rio Tinto che, secondo la stampa, starebbe preparando una manifestazione di interesse con un partner cinese per Potash, la società di fertilizzanti canadese che ha appena respinto un’offerta da 39 miliardi di dollari avanzata da Bhp Billiton (meno 1,5 per cento).

A pesare sulla Borsa di Tokyo è soprattutto la corsa dello yen che colpisce le esportazioni. Il dollaro piomba ai minimi da 15 anni nel cross con la valuta giapponese, scendendo fino a 84,60: non accadeva dal 1995. In netta discesa anche l’euro, che tocca i minimi da circa nove anni contro lo yen scivolando fin sotto la soglia 107 (106,7). Il Governo giapponese, intanto, ha alzato la vigilanza sui mercati valutari. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze, Yoshihiko Noda, in una conferenza stampa convocata d’urgenza. «Guardiamo ai mercati valutari con grande interesse», ha spiegato, evitando commenti su interventi diretti per frenare la moneta nipponica che ha comunque «un movimento chiaramente unilaterale».

Ieri il premier nipponico Naoto Kan e il governatore della Bank of Japan, Masaaki Shirakawa, hanno avuto un colloquio sull’impatto della corsa dello yen sull’economia. Lo ha riferito il capo di gabinetto Yoshito Sengoku nel corso della conferenza stampa di mezzogiorno, aggiungendo che Kan e Shirakawa «hanno avuto scambi di vedute sugli sviluppi recenti che hanno segnato i mercati finanziari», aggiungendo che non è stata trattata l’opportunità di intervenire o meno sul mercato dei cambi per raffreddare lo yen.

Scenario negativo anche in Europa, che risente necessariamente dell'onda lunga di Wall Street. A metà mattinata i primi scambi con future sulla Borsa americana sono negativi. C'è attesa per una serie di dati macroeconomici dagli Stati Uniti, tra cui le vendite di case. L’indice d’area Stxe 600 cede l’1,24 per cento. Le vendite colpiscono soprattutto le materie prime (sottoindice dj stoXX meno 2,09) con Vedanta (meno 5,2), Antofagasta (meno 3,2), Eurasian (meno 2,5). Sotto pressione anche le costruzioni (meno 3,07) con il tonfo di Crh (meno 12,8) che prevede per quest’anno profitti in calo. Giù Lafarge (meno 4,3) penalizzata dal taglio di Bofa-Merrill Lynch. Ma vanno male anche altri settori: le banche (meno 1,1), l'energia (meno 1,2) e i tecnologici (meno 1,04).

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