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Il disarmo atomico è possibile

· Appello di Ban Ki-moon ·

Un mondo senza armi nucleari «non è un sogno impossibile»: lo ha detto ieri a Tokyo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, in visita in Giappone per partecipare alle imminenti celebrazioni per il 65° anniversario dallo scoppio delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. Parlando agli studenti della prestigiosa università Waseda di Tokyo, Ban Ki-moon ha rivolto un messaggio ai giovani del Sol Levante affinché siano in prima fila nel movimento internazionale per la promozione del disarmo atomico.

«Alcuni sostengono che l’eliminazione degli armamenti nucleari sia solo un sogno, o un progetto troppo ambizioso — ha dichiarato il segretario generale dell’Onu —. Ma io sono convinto del contrario». Secondo Ban Ki-moon, inoltre, il Giappone ha «un ruolo unico e speciale» da ricoprire nelle iniziative globali per l’eliminazione delle armi atomiche, a partire dalla responsabilità di «portare avanti la torcia accesa da genitori e nonni in nome del disarmo».

Il segretario generale dell’Onu si appresta a diventare il primo massimo esponente del Palazzo di Vetro a partecipare, domani 6 agosto, alla cerimonia commemorativa annuale di Hiroshima, un evento che si preannuncia di portata storica anche in virtù della prima partecipazione ufficiale degli Stati Uniti. Prenderà parte alla cerimonia l'ambasciatore americano a Tokyo, John Ross. Il Giappone ha accolto positivamente la decisione di Washington: «Sono convinto che la presenza dell'ambasciatore Ross sarà un'importante opportunità per rilanciare con forza l'auspicio della nostra Nazione per il disarmo nucleare — ha dichiarato il segretario del Governo nipponico, Yoshito Sengoku — e la speranza che non possano più ripetersi le terribili devastazioni causate dai bombardamenti atomici». D'altra parte, il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, nell'aprile del 2009 illustrò in uno storico discorso a Praga la sua visione di un mondo senza armi nucleari e quest'anno, sempre a Praga, ha firmato con il presidente russo, Dmitri Medvedev, un nuovo accordo per la riduzione degli arsenali nucleari strategici americano e russo (il Trattato Start 2), simbolo della fine della guerra fredda.

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