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Il diritto
a non emigrare

· Il cardinale Vegliò a Tirana ·

In una società globale che conta circa 240 milioni di migranti per motivi economici, è «necessario creare una nuova mentalità caratterizzata dall’avvicinamento delle persone».

Lo ha detto il cardinale Antonio Maria Vegliò intervenendo al convegno sul tema «Percorsi di pace, cooperazione e integrazione» svoltosi all’università cattolica di Nostra Signora del Buon Consiglio, a Tirana, in Albania, dal 21 al 23 gennaio.

Per il porporato la promozione di questa nuova mentalità è «principalmente il compito della religione che si esplicita nella vocazione all’accoglienza e alla solidarietà». E anche se «nessuna religione è immune dal rischio di deviazioni fondamentaliste o estremiste in singoli individui o in gruppi» — ha osservato il presidente del Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti — bisogna comunque «guardare e notare i valori positivi che le religioni propongono».

Nell’anno del giubileo — ha aggiunto — il punto di riferimento, «non solo dal punto di vista teorico e accademico, ma soprattutto dal punto di vista pratico, deve essere concentrato sulla misericordia». Essa può essere «ispirazione per iniziative di collaborazione in tanti campi, soprattutto nel servizio ai poveri e agli emarginati, nell’accoglienza dei migranti, e nell’attenzione a chi può essere escluso».

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13 novembre 2019

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