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Il diritto di essere
non disponibile

· ​Riunita a Bruxelles l’Alleanza europea per la Domenica ·

Maggiore flessibilità, sì. Essere disponibili in qualsiasi momento, no. Nell’era digitale, la tradizionale distinzione tra vita professionale e vita privata è andata in frantumi, lasciando il posto a un nuovo modello ancora da completare, che presenta allo stesso tempo vantaggi e inconvenienti sia per i lavoratori sia per i dipendenti. 

Una posta in gioco importante, compresa bene dall’Alleanza europea per la Domenica, all’origine del testo intitolato Tout le temps, partout — Résolution pour un meilleur équilibre entre temps de travail e vie privée à l’ère de la numérisation pubblicato al termine di una conferenza incentrata su questo tema, nella sede del Comitato economico e sociale europeo a Bruxelles, il 15 novembre scorso.
«Consentendo di liberarsi dalla presenza obbligatoria sul posto di lavoro a orari precisi, la digitalizzazione permette di organizzare meglio il proprio tempo per stare con la famiglia e gli amici», osserva l’Alleanza europea per la Domenica. Tuttavia, accanto alle opportunità, precisano i membri di questa rete di sindacati, organizzazioni civili, Chiese e comunità religiose, la digitalizzazione della vita professionale comporta anche dei rischi, come una maggiore pressione a lavorare e a essere pronti a fare straordinari, la notte e durante il fine settimana. Inoltre, «una maggiore individualizzazione del tempo di lavoro per molti significa una riduzione del proprio tempo libero, durante il fine settimana e in particolare la domenica, che sono di fondamentale importanza per i cittadini, le loro famiglie e i loro impegni nella società».
Per rendere i confini tra la vita privata e la vita professionale più stagni, i partecipanti alla conferenza hanno riposto le loro speranze nell’azione che potranno condurre a livello continentale i due deputati europei presenti ai lavori, Thomas Mann ed Evelyn Regner, facendo ricorso alle procedure e ai sistemi di negoziazione interni alla Commissione europea e al Parlamento europeo. Secondo l’Alleanza europea per la Domenica, di fatto «il grande ostacolo è di avere paesi limitrofi che non hanno le stesse pratiche», ammette monsignor Feillet. Anche se imporre una legislazione a livello europeo richiederà più tempo, la vita familiare, sociale, religiosa e culturale dei cittadini sarebbe così meglio tutelata.

di Charles de Pechpeyrou

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06 dicembre 2019

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