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Il dibattito tra gli ebrei italiani

Non sono unanimi i giudizi della comunità ebraica nei confronti di Sotto il cielo di Roma , la fiction andata in onda su Rai1 il 31 ottobre e il 1° novembre che ricostruisce i tragici mesi che sconvolsero la capitale italiana durante l'occupazione nazista tra il 19 luglio 1943 e il 4 giugno 1944.

Il mensile dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane «Pagine Ebraiche», è infatti interessato a entrare nei meccanismi che hanno indotto gli autori a portare avanti determinate scelte (alcune delle quali sono state apertamente criticate). Una condanna senza appello arriva invece dal rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che — in un'intervista rilasciata al mensile «Shalom» — ha definito la fiction una «patacca propagandistica». Un giudizio, quest'ultimo, che sembra appoggiarsi più su posizioni storiografiche largamente diffuse ma in gran parte superate, che su una effettiva analisi dell'opera cinematografica.

Diversa l'opinione di Giuliano Tedesco su «Pagine Ebraiche» che, pur senza nascondere le proprie perplessità su alcune scelte, sottolinea che «gli sceneggiatori fanno un lavoro accurato, non mistificatorio, senza inventare dettagli indifendibili: e di questo lavoro sostanzialmente corretto va reso merito». Apprezzabile, secondo Tedesco, anche il «pregio cinematografico», confrontato agli standard della fiction italiana.

In questo contesto appare significativo lo spazio dedicato da «Moked», il portale dell'ebraismo italiano, a Ettore Bernabei, presidente onorario della casa di produzione del film, la Lux Vide.

Intervistato da Rosella Tercatin, Bernabei ha voluto innanzitutto sottolineare come gli sceneggiatori riguardo al giudizio su Pio XII «non si sono schierati né da una parte né dall'altra. Hanno cercato invece di impostare la trama lungo due binari, la vita dei tre ragazzi protagonisti, e le vicende del Pontefice». Non mancando — ha aggiunto — di consultare anche alcuni testimoni di quelle tragiche vicende. Alcuni hanno criticato inoltre il comportamento di Papa Pacelli nei confronti dello sterminio nazista, considerato nella sua globalità. Su questo, secondo Bernabei, l'opera non prende una posizione precisa, lasciando aperta la questione. Ma resta indubitabile — sottolinea — che «Pio XII si è fatto carico di salvare più vite possibili nella sua diocesi. E aprendo i conventi ne salvò moltissime». Inoltre «il fatto che dentro Roma non si combatté come in altre città italiane ed europee è oggettivamente un merito storico del Pontefice, e di questo bisogna dargli atto».

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15 dicembre 2019

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