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Il dialogo ecumenico
riparte così

· Appello delle Chiese cristiane in Italia ·

Roma, 6. «Una chiamata a contrastare la violenza sulle donne, in tutte le sue forme, a partire dalla cultura che la genera e la permette. Una chiamata rivolta alla società, certamente, ma soprattutto alle Chiese e ai cristiani che a esse appartengono».

Così la pastora valdese Maria Bonafede, spiega il senso dell’appello contro la violenza sulle donne che, in occasione della giornata dell’8 marzo, verrà lanciato dalla Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso dell’episcopato italiano. La firma congiunta — rende noto un comunicato — avrà luogo lunedì 9 marzo presso il Senato, alla presenza della presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. L’iniziativa, è anche specificato, vede l’adesione di altre confessioni cristiane presenti sul territorio nazionale. Oltre a cattolici e protestanti, il documento verrà firmato anche da rappresentanti ortodossi, copti, armeni apostolici, anglicani.

Per la pastora Bonafede, responsabile dei rapporti ecumenici del Consiglio della Federazione delle Chiese evangeliche, «l’appello non è semplicemente una dichiarazione di principio dei cristiani a una sola voce contro una violenza che è stata definita un’emergenza nazionale, ma intende impegnare le Chiese cristiane italiane, a livello nazionale e locale, a promuovere iniziative in campo educativo, pastorale e di testimonianza evangelica per promuovere la dignità della donna e per coinvolgere gli uomini nella riflessione su questo tipo di violenza».

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