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Il dialogo
al tempo di Francesco

· Intervista al cardinale Tauran ·

«Dopo il Papa “teologo” — anche del dialogo tra le religioni — l’elezione di un Pontefice con uno stile diretto e semplice e con una capacità sorprendente di comunicazione fa ben sperare che il dialogo continuerà, rafforzandosi». Ne è convinto il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, che in questa intervista al nostro giornale traccia un bilancio delle attività del dicastero in questo anno che sta per concludersi.

Che cosa ha significato per il vostro dicastero l’elezione di Papa Francesco?

Nel solco dei suoi predecessori, Papa Bergoglio ha invitato a proseguire sulla via del dialogo. E così il nostro dicastero ha continuato la sua intensa attività al servizio di rapporti di rispetto reciproco, migliore mutua conoscenza e collaborazione tra cattolici e seguaci di altre religioni.

Quali sono state le novità portate dal Pontefice argentino nel vostro campo specifico?

Sono state diverse, a cominciare dal gesto insolito durante l’udienza concessa ai rappresentanti di altre Chiese cristiane e altre religioni, il 20 marzo, giorno successivo alla messa di inizio del suo ministero petrino: la richiesta di preghiera da parte del Pontefice. Poi c’è stato il suo invito, lo scorso 7 settembre, a digiunare e a pregare per la pace in Medio Oriente, in particolare in Siria. Da ultimo ha molto colpito la decisione di firmare personalmente il tradizionale messaggio che il Pontificio Consiglio invia ai musulmani in occasione della fine del Ramadan.

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23 ottobre 2014

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