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Il crollo della Grecia  travolge i mercati

· Richiamo della Bce a tutti i Governi dell'Unione ·

«Junk»: quattro lettere apparentemente innocue, ma che si rivelano letali se accostate a titoli obbligazionari. Ieri Standard&Poor's ha definito così, «spazzatura», i titoli di Stato greci, innescando una tempesta che ha travolto Wall Street e i mercati europei. Bruciati 160 miliardi di euro, euro ai minimi da un anno. Il presidente della Banca centrale europea (Bce), Jean-Claude Trichet, ha escluso l'ipotesi default per la Grecia così come per qualsiasi altro Paese della zona euro. La presidenza di turno spagnola ha convocato un vertice straordinario dell'Eurogruppo per lunedì 10 maggio, subito dopo le elezioni in Nord-Reno Westfalia. Ora — dopo il declassamento anche del Portogallo — si teme il contagio.

«Le negoziazioni vanno avanti bene e non c'è alcun dubbio sulla necessità della ristrutturazione del debito», ha detto oggi il presidente permanente dell'Unione europea, Herman van Rompuy. Il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, ha escluso il rischio di contagio nell'area euro. Il membro del board della Bce, Jürgen Stark, ha chiesto ai Governi europei di aumentare i loro sforzi per prevenire una totale crisi del debito sovrano. Da parte sua, il ministro delle finanze ellenico, George Papaconstantinou, ha assicurato che, malgrado la tempesta finanziaria, le banche greche non hanno problemi di liquidità e che i depositi dei clienti sono «pienamente garantiti dallo Stato». Intanto, il rendimento dei bond a due anni sfiora il 20 per cento.

I 45 miliardi di euro di aiuti alla Grecia dall’Ue e dal Fondo monetario internazionale potrebbero non bastare a evitare che la crisi del debito di Atene finisca fuori controllo. E per questo il Fondo — riporta il «Financial Times» citando alcune fonti sia a Washington sia in Europa — sta valutando un aumento del proprio contributo di dieci miliardi di euro. Investitori e osservatori si attendono che il pacchetto di aiuti complessivo alla Grecia possa raggiungere — sostiene il «Financial Times» — i settanta miliardi di euro. E intanto una nuova minaccia per la zona euro arriva dal Portogallo. Ieri Standard&Poor's ha tagliato di due gradi il rating dei titoli di Stato lusitani da A+ ad A–, per la macanza di fiducia nelle misure anticrisi attuate dal Governo del premier socialista José Socrates.

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