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Il cristiano
è l’uomo delle beatitudini

· Con la messa celebrata nello Zayed Sports City di Abu Dhabi si è concluso il viaggio del Papa negli Emirati Arabi Uniti ·

Le beatitudini evangeliche come «mappa di vita» per il cristiano sono state indicate dal Papa alla grande assemblea di fedeli che martedì mattina, 5 febbraio, hanno partecipato alla messa nello Zayed Sports City di Abu Dhabi.

Nella prima celebrazione eucaristica presieduta da un Pontefice nella Penisola Arabica — ultimo appuntamento pubblico del viaggio papale negli Emirati Arabi Uniti, conclusosi nel pomeriggio con il rientro all’aeroporto romano di Ciampino — il tema delle beatitudini è risuonato più volte. Francesco le ha presentate come «un capovolgimento del pensare comune, secondo cui sono beati i ricchi, i potenti, quanti hanno successo e sono acclamati dalle folle». Per Gesù invece, ha osservato, «beati sono i poveri, i miti, quanti restano giusti anche a costo di fare brutta figura, i perseguitati».

Ringraziando i cristiani della regione, che nella loro «varietà di nazioni, lingue e riti» danno vita a una «gioiosa polifonia della fede», il Pontefice ha ricordato che «vivere le beatitudini non richiede gesti eclatanti» ma esige soltanto di «imitare Gesù nella vita di ogni giorno». È «la santità del vivere quotidiano, che non ha bisogno di miracoli e di segni straordinari», perché le beatitudini «non sono per superuomini, ma per chi affronta le sfide e le prove di ogni giorno». Da qui l’invito a testimoniare soprattutto la vocazione alla mitezza e la ricerca della pace sull’esempio del Poverello di Assisi, al quale il Papa ha dedicato un tweet postato in mattinata sull’account @Pontifex: «San Francesco ci ricorda che il cristiano parte armato solo della sua fede umile e del suo amore concreto. Se vivremo nel mondo al modo di Dio, diventeremo canali della sua presenza».

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