Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il credo
di Isa Solá

· ​Ricordo della missionaria uccisa ad Haiti ·

Due spari. Volevano rubarle la borsa e l’hanno colpita a bruciapelo mentre si spostava in automobile a Port-au-Prince. Omicidio accidentale, ma che parla della lotta, ad Haiti, per la sopravvivenza a ogni costo, relativizzando il valore della vita a un pugno di dollari. Una rapina ha interrotto l’opera di Isa Solá, religiosa di Gesù e Maria, nata a Barcellona cinquantuno anni fa.

Avrebbe potuto essere tutto ciò che si era proposta. Avrebbe potuto essere la prima. Ma ha preferito stare accanto agli ultimi. Per questo ha lasciato la sua casa all’età di 19 anni per dire un “sì” incondizionato. Ha studiato infermieristica e magistero e poi si è dedicata alla missione, prima come insegnante a Valencia, poi in Guinea Equatoriale e infine in un istituto minorile a Barcellona. Nel settembre 2008 è atterrata a Port-au-Prince, pochi mesi prima del terribile terremoto. Ha visto la scuola in cui lavorava crollare in appena venti secondi. Ha visto il Paese più povero d’America scomparire tra le macerie. Energica, inarrestabile, ha partecipato alla ricostruzione. Prima ha lavorato nell’ambulatorio di ortopedia per dare una seconda vita ai mutilati e alle vittime del sisma in gravi condizioni. Quindi in una clinica mobile per assistere i più poveri tra i poveri. E infine in una scuola, un progetto in erba che senza di lei è rimasto orfano.
Non cercava protagonismi. Prendeva l’iniziativa, ma poi si metteva subito da parte. Di fatto ha avviato sia l’ambulatorio sia la clinica mobile con medici locali, perché fossero loro a prenderne le redini, perché gli haitiani stessi prendessero le redini del loro presente e del loro futuro. Per ridare loro un po’ di dignità in tempi di schiavitù. 

di José Beltrán Aragoneses

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE