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​Il creato non è in vendita

· Appello del Wcc ai leader politici presenti a Katowice per la Cop24 ·

«Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. È arrivato il momento di agire»: lo ha affermato il reverendo Olav Fykse Tveit, segretario generale del World Council of Churches (Wcc), lanciando un messaggio alla Conferenza delle parti promossa dalle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop24), in corso di svolgimento a Katowice, in Polonia. Da questo appuntamento dipendono le sorti dello storico accordo di Parigi. Com’è noto, i tre principali obiettivi del vertice sono quelli di adottare le misure necessarie per assicurare la piena efficacia dell’intesa di Parigi, di rivedere nel dettaglio i piani nazionali di azione per il clima, di verificare i piani del paese ospitante, maggior consumatore di carbone in Europa, per abbattere le emissioni nazionali di anidride carbonica.

Sia il Consiglio ecumenico delle Chiese sia la Federazione luterana mondiale (Flm) e Act Alliance, che rappresentano oltre mezzo miliardo di cristiani in tutto il mondo, hanno chiesto ai leader presenti a Katowice una rinnovata solidarietà globale e un intervento immediato per sostenere quelle comunità che hanno un notevole impatto sui cambiamenti climatici.

Secondo il segretario generale del Wcc, adesso sono necessarie «misure urgenti di adattamento, mitigazione e trasformazione dei sistemi economici, profondi cambiamenti comportamentali, politiche di sostegno nazionali e globali, nonché accordi istituzionali per evitare conseguenze potenzialmente catastrofiche dei cambiamenti climatici. Nell’affrontare questa sfida esistenziale — ha detto il reverendo Tveit — la speranza sta nel rendersi conto che sostenibilità e giustizia sono due facce della stessa medaglia».

Il summit sul clima in Polonia arriva sulla scia di avvertimenti chiarissimi lanciati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change, dall’Organizzazione meteorologica internazionale e dal Piano ambientale dell’Onu: se l’incremento delle temperature dovesse continuare al ritmo corrente, il riscaldamento climatico potrebbe superare la soglia di 1,5 gradi tra il 2030 e il 2052; ciò rende assolutamente urgente il taglio delle emissioni di gas serra.

«Per limitare il continuo riscaldamento globale — ha sottolineato il reverendo Martin Junge, segretario generale della Flm — è necessaria una profonda trasformazione. Come persone di fede, sappiamo bene come Dio vuole che questo mondo sia e ciò che Dio vuole per gli esseri umani. Il nostro messaggio alle Chiese e al mondo è che il creato non è in vendita. Come Chiese dovremmo concentrarci su quella visione e impegnarci in azioni concrete per la giustizia climatica.

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10 dicembre 2018

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