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Il coraggio di rischiare

· ​Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni ·

«Il coraggio di rischiare per la promessa di Dio» è il tema della 56ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che si celebra il prossimo 12 maggio. Nel messaggio scritto per l’occasione Papa Francesco fa riferimento a due recenti avvenimenti ecclesiali che hanno avuto per protagonisti i giovani — il Sinodo dei vescovi dell’ottobre 2018 e la Gmg celebrata a Panamá lo scorso gennaio — per invitare a «riflettere su come la chiamata del Signore ci rende portatori di una promessa e, nello stesso tempo, ci chiede il coraggio di rischiare con Lui e per Lui».

Jorge Orlando Cocco Santangelo, «Gesù chiama Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni»

Punto di partenza è l’episodio evangelico della chiamata dei primi discepoli presso il lago di Galilea, che offre al Pontefice lo spunto per richiamare «le situazioni ordinarie della vita, nelle quali ciascuno di noi si misura con i desideri che porta nel cuore, si impegna in attività che spera possano essere fruttuose, procede nel “mare” di molte possibilità in cerca della rotta giusta». Nella storia di ogni chiamata «accade un incontro»: Gesù vede quei pescatori e si avvicina loro, «spezzando la paralisi della normalità» ed esortandoli a diventare “pescatori di uomini”. «È successo così — commenta il Papa — con la persona con cui abbiamo scelto di condividere la vita nel matrimonio, o quando abbiamo sentito il fascino della vita consacrata: abbiamo vissuto la sorpresa di un incontro e abbiamo intravisto la promessa di una gioia capace di saziare la nostra vita».

La chiamata del Signore, dunque, «non è un’ingerenza di Dio nella nostra libertà», né «una gabbia o un peso». Al contrario, è «l’iniziativa amorevole con cui Dio ci viene incontro e ci invita ad entrare in un progetto grande, del quale vuole renderci partecipi, prospettandoci l’orizzonte di un mare più ampio e di una pesca sovrabbondante», in modo che «la nostra vita non diventi prigioniera dell’ovvio» e delle abitudini. Questa chiamata naturalmente «richiede il coraggio di rischiare una scelta». Perché, spiega Francesco, «per accogliere la chiamata del Signore occorre mettersi in gioco con tutto sé stessi» e «lasciare tutto ciò che vorrebbe tenerci legati alla nostra piccola barca».

Da qui l’invito rivolto in particolare ai giovani: «Non siate sordi alla chiamata del Signore! Se Egli vi chiama per questa via, non tirate i remi in barca e fidatevi di Lui. Non fatevi contagiare dalla paura, che ci paralizza davanti alle alte vette che il Signore ci propone. Ricordate sempre che, a coloro che lasciano le reti e la barca per seguirlo, il Signore promette la gioia di una vita nuova, che ricolma il cuore e anima il cammino». In questo senso, raccomanda il Pontefice, «c’è bisogno di un rinnovato impegno da parte di tutta la Chiesa — sacerdoti, religiosi, animatori pastorali, educatori — perché si offrano, soprattutto ai giovani, occasioni di ascolto e di discernimento».

Il messaggio del Papa

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16 luglio 2019

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