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Il coraggio
dell’amicizia

· Cristiani e musulmani a Mosul ·

La rinascita dell’Iraq, finalmente libero dalla morsa del cosiddetto stato islamico, passa necessariamente anche dalla valorizzazione del suo immenso patrimonio artistico e culturale. E dall’amicizia, disinteressata e cordiale, tra cristiani e musulmani, che quella civiltà hanno contribuito a costruire nel corso di una convivenza pacifica e secolare. Ne è una riprova un episodio venuto alla luce negli ultimi giorni a Mosul, dove una famiglia musulmana, a rischio della vita, ha nascosto per tre anni due antichi libri liturgici siro ortodossi. E adesso li ha consegnati alla comunità caldea a Erbil. Chiedendo al contempo di restare anonima, perché, questo il timore, «vi sono ancora cellule dormienti» in città pronte «a colpire per vendetta».
Per più quattro anni Mosul, l’antica Ninive oggi capoluogo governatorato settentrionale di Ninawa, è rimasta sotto il controllo dello stato islamico che, come è noto, tra le tante atrocità di cui si è reso artefice, non ha esitato a mettere al rogo libri e altri beni culturali. I miliziani del califfato, infatti, hanno bandito nei loro territori ogni forma di musica, opere d’arte e libri che non fossero il Corano, arrivando a decapitare un giovane solo perché ascoltava brani musicali occidentali. Eppure, anche in questo clima di terrore l’amicizia e il rispetto per la storia e le tradizioni si sono dimostrati più forti.

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22 settembre 2019

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