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Il coraggio della testimonianza

· A colloquio con l’arcivescovo iracheno di Kerkūk dei Caldei sulla visita del Papa in Libano ·

«Io ci credo fermamente: questo documento, il messaggio che contiene, aiuterà tantissimo la Chiesa che è in Iraq. L’aiuterà a capire cosa è urgente fare per dare maggiore forza ai cristiani, e aiutarli così a riacquistare il coraggio della testimonianza». Monsignor Louis Sako, arcivescovo di Kerkūk dei Caldei, quando domenica scorsa, 16 settembre, ha ricevuto a Beirut dalle mani del Papa, una copia dell’esortazione post-sinodale Ecclesia in Medio Oriente —  rappresentava l’assemblea dei vescovi cattolici dell’Iraq — l’ha appoggiata sul cuore e l’ha stretta forte, mentre scambiava alcune parole con Benedetto XVI. «È stato un gesto spontaneo — ha detto nell’intervista rilasciata al nostro giornale — perché credo in questo documento».

Con quali sentimenti ha accolto il dono dell’esortazione apostolica dalle mani del Papa?

Ho provato una sensazione molto forte. E ringraziandolo gli  ho  espresso la mia certezza che con  quel documento la nostra Chiesa stava entrando  in una nuova primavera.

E il Papa cosa le ha risposto?

Mi ha detto che questa era la sua stessa speranza. Soprattutto per il bene della Chiesa in Iraq e in tutto  il Medio Oriente.

In cosa questo documento potrà aiutare la Chiesa in Iraq?

Per come è stato accolto da tutti i fedeli indistintamente, io credo che potrà rivelarsi fondamentale. Lo mediteremo a fondo in seno alle nostre comunità.

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24 luglio 2019

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