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Il coraggio del silenzio
contro il pericolo del trionfalismo

· Il Papa celebra la Domenica delle Palme e all’Angelus chiede di pregare per la pace in Terra santa ·

Si è conclusa con una nuova invocazione di pace per la Terra santa e per tutto il Medio oriente la celebrazione della Domenica delle Palme presieduta da Francesco in piazza San Pietro nella mattina del 14 aprile. Al termine della messa, dal sagrato della basilica Vaticana, il Pontefice ha guidato la recita dell’Angelus, invitando i numerosi presenti — tra i quali moltissimi ragazzi e ragazze giunti in occasione della trentaquattresima Giornata mondiale della gioventù — a pregare il rosario per la pace nella tormentata regione. Proprio per questo, ai presenti è stata offerta una «speciale corona» in legno di ulivo realizzata in Terra santa espressamente per il grande raduno internazionale dei giovani a Panamá nel gennaio scorso.

In precedenza, all’omelia della celebrazione eucaristica — introdotta dalla suggestiva processione con i rami di palme e ulivi — il Papa aveva rievocato l’immagine dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, accostandola a quella della sua umiliazione sulla croce: un «duplice mistero» attraverso cui il Signore «ci mostra come affrontare i momenti difficili e le tentazioni più insidiose, custodendo nel cuore una pace che non è distacco, non è impassibilità o superomismo, ma è abbandono fiducioso al Padre e alla sua volontà».

In particolare Francesco ha messo in guardia dalla tentazione del «trionfalismo», di cui «una forma sottile è la mondanità spirituale», che costituisce per la Chiesa «il maggior pericolo». A essa Gesù risponde «rimanendo fedele alla sua via, la via dell’umiltà», quella «che va dalla “condizione di Dio” alla “condizione di servo”». Egli «sa che per giungere al vero trionfo deve fare spazio a Dio; e per fare spazio a Dio c’è un solo modo: la spogliazione, lo svuotamento di sé».

Sottolineando che Maria e «innumerevoli santi e sante hanno seguito Gesù» sulla via dell’umiltà e dell’obbedienza, il Pontefice ha richiamato in particolare la testimonianza dei «tanti santi e sante giovani, specialmente quelli “della porta accanto”, che solo Dio conosce». E in conclusione ha ricordato che, sull’esempio di Cristo, «nei momenti di oscurità e grande tribolazione bisogna tacere», perché «la mitezza del silenzio» costringe il demonio a uscire alla scoperto: «Bisognerà resistergli in silenzio con lo stesso atteggiamento di Gesù», attendendo che «il Signore venga e calmi la tempesta».

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24 aprile 2019

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