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Il contributo della politica al dialogo tra le fedi

· In preparazione del quinto Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali ·

Astana, 20. Rappresentanti religiosi dei cinque continenti si sono riuniti giovedì scorso ad Astana, capitale del Kazakhstan, in preparazione del quinto Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali che si svolgerà nella stessa Astana dal 10 al 12 giugno 2015.

I partecipanti hanno manifestato unità e determinazione nell’essere ascoltati dalla classe politica in un mondo lacerato come mai dalle guerre che, spesso, vengono presentate come conflitti tra civiltà. «È necessario che il Congresso estenda il dialogo tra i responsabili religiosi per promuovere un altro forum, tra leader religiosi e politici. E deve essere un dialogo tra persone che si ascoltano», ha detto in un’intervista all’agenzia Efe il presidente del Senato kazako Kasim Zhomart Tokáev.

Ad Astana erano presenti rappresentanti di primo piano dell’islam, di varie comunità cristiane, del buddismo, dell’ebraismo, dell’induismo, del taoismo e dello shintoismo. Era il tredicesimo incontro del Segretariato dei leader delle religioni mondiali e tradizionali, riunitosi per porre le basi del prossimo Congresso che avrà per tema «Dialogo tra leader religiosi e politici in nome della pace e dello sviluppo». Un evento che ha l’obiettivo di aprire un nuovo spazio per la comunicazione e la cooperazione: «Inviteremo i politici che sono davvero in grado di contribuire al dialogo tra le diverse religioni. Tra essi, naturalmente, ci saranno presidenti e primi ministri», ha precisato il viceministro degli Affari esteri, Yerzhán Ashikbáev. Solo in questo modo — è stato ribadito durante il vertice — si potrà passare dalle parole ai fatti, cosa che viene considerata essenziale per trovare la soluzione definitiva a tutta una serie di conflitti con un’apparente e, secondo essi, «falsa tinta religiosa», come desiderano proprio coloro che scatenano le guerre.

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