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Il Congresso punta sull'occupazione

· Via libera del Senato statunitense a un pacchetto di 15 miliardi per il mercato del lavoro ·

Il via libera del Senato americano a un progetto di legge da quindici miliardi di dollari per rilanciare il mercato del lavoro rappresenta «un passo in avanti per ridurre la disoccupazione e spingere la crescita economica». Il segretario al Tesoro statunitense, Timothy Geithner, è ottimista sulle possibilità di ripresa e sul rilancio dell'occupazione: l'Amministrazione ha compiuto finora le scelte giuste.

Il nuovo stanziamento a favore dell'occupazione è «una delle misure critiche per far tornare gli americani al lavoro e rafforzare la crescita», ha spiegato in una nota Geithner. Con settanta voti a favore e ventotto contrari, il Senato americano ha dato il via libera a un progetto che prevede, fra l’altro, sgravi fiscali per le aziende che assumono persone disoccupate da almeno due mesi.

Plauso alla misura approvata è giunto anche dal presidente Obama che ieri ha lanciato un nuovo messaggio a Wall Street: «Non possiamo tornare alla situazione precedente la crisi». L'inquilino della Casa Bianca ammorbidisce i toni sui maxi compensi dei manager: ribadendo di essere un «ardente sostenitore del libero mercato», Obama ha spiegato come per le banche che hanno restituito i fondi pubblici ricevuti «non è appropriato che il Governo fissi i livelli dei compensi».

Ieri, durante la sua prima apparizione al Congresso da quando ha ottenuto il secondo mandato alla guida della Federal Reserve, Ben Bernanke ha detto che «la nascente ripresa economica» che gli Stati Uniti stanno sperimentando richiede ancora tassi di interesse bassi, perché questa «nascente ripresa» è ancora insufficiente a rilanciare il mercato del lavoro. Il costo del denaro — ha spiegato Bernanke — rimarrà basso per un «periodo prolungato di tempo». Inoltre, il recente aumento del tasso di sconto — ha aggiunto il capo della Fed — non segnala un cambiamento della politica monetaria e «non è previsto che si ripercuota sui consumatori».

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