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Confronto con l’impensabile

· L’originalità del cristianesimo secondo Guillaume Jedrzejczak ·

L’idea di base del piccolo e prezioso libro di Guillaume Jedrzejczak, L’extraordinaire originalité du Christianisme (Paris, Editions Salvator, 2014, pagine 132, euro 14,90) è che la crisi che indubbiamente oggi coinvolge non solo la vita religiosa, ma la fede nel suo complesso, può essere l’occasione per riscoprire l’originalità e la vitalità del cristianesimo. Partendo da una constatazione: oggi il bisogno di spiritualità coincide con una ricerca di sé, e quindi bisogna ritrovare cosa ha da offrire il cristianesimo in risposta a questa domanda.

Il cristianesimo rende l’essere umano responsabile e padrone della sua esistenza, e la sua influenza è ben visibile nel mondo post-moderno in cui viviamo, in cui il valore principale è dato alla persona umana, e dove ognuno è coinvolto e soffre per la sofferenza di ogni altro essere. Si tratta di un mutamento impercettibile, ma reale. Le cose importanti, infatti, non hanno bisogno di essere enunciate, ma diventano evidenze incontestabili e incontestate che niente può mettere di nuovo in dubbio.

Ma rimane aperto il problema di come esprimere, nel linguaggio di oggi, in un linguaggio che tocchi l’intelligenza e il cuore, che Gesù è «la via, la verità e la vita». E di conseguenza quali sono i fondamenti che strutturano la visione cristiana del mondo e che resistono all’obsolescenza dei sistemi e dei valori?

Il primo è la relazione che il cristianesimo stabilisce fra l’uno e il multiplo, che si comprende attraverso la teologia della Trinità. Il secondo è il rapporto fra cielo e terra uniti grazie alla teologia dell’incarnazione. Il terzo è il rapporto che il cristianesimo instaura con il tempo e la storia, fondato sulla fiducia nell’opera dello Spirito santo.

Il cristianesimo quindi è una fede che obbliga a sperimentare e a pensare: non offre delle risposte, alle questioni che vengono poste, ma induce un nuovo modo di porre le domande.

La migliore scuola di spiritualità è la vita, scrive l’autore, nel suo imprevedibile mescolare libertà e grazia. La spiritualità cristiana infatti si nutre dell’esperienza dell’alterità, si nutre di dialogo e di ascolto: proprio per questo centrale quindi rimane sempre il confronto con una guida spirituale.

Se guardiamo bene, ci accorgiamo che l’insegnamento di Gesù ha cambiato la faccia del mondo mettendo l’altro, il piccolo, il povero, il peccatore, la prostituta, al cuore della coscienza umana. Il Vangelo ha lavorato nelle nostre società molto al di là di tutte le nostre strategie di riconquista che si limitano a conteggiare chi frequenta la messa. In sostanza, l’estrema originalità del cristianesimo non sta tanto nelle forme o nei sistemi ai quali ha dato origine, durante i secoli, ma piuttosto alla sua capacità di integrare e suscitare novità, accettando di confrontarsi senza requie con l’impensabile.

di Lucetta Scaraffia

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21 maggio 2019

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