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​Il compleanno della Chiesa

· ​Dedicata alla Pentecoste l’udienza generale ·

La Pentecoste rappresenta «il compleanno della Chiesa»: per questo, in preparazione alla solennità di domenica prossima, Papa Francesco durante l’udienza generale di mercoledì 31 maggio, in piazza San Pietro, ha messo in rapporto la speranza cristiana — tema ricorrente delle ultime catechesi — con lo Spirito Santo.

Liz Tomlinson, «Pentecoste»

Egli, ha esordito il Pontefice, «è il vento che ci spinge in avanti, che ci mantiene in cammino, ci fa sentire pellegrini e forestieri, e non ci permette di adagiarci e di diventare un popolo “sedentario”». Così, se la «lettera agli Ebrei paragona la speranza a un’àncora», a «questa immagine possiamo aggiungere quella della vela», ha proseguito Francesco. Infatti « l’àncora è ciò che dà alla barca la sicurezza e la tiene “ancorata” tra l’ondeggiare del mare», mentre «la vela è ciò che la fa camminare e avanzare sulle acque». Ecco perché, ha chiarito, «la speranza è come una vela» che «raccoglie il vento dello Spirito e lo trasforma in forza motrice» capace di spingere «la barca al largo o a riva».

Approfondendo la riflessione, il Papa ha poi fatto notare come lo Spirito Santo non solo renda «capaci di sperare, ma anche di essere seminatori di speranza; di essere anche noi – come lui e grazie a lui – dei “paracliti”, cioè consolatori e difensori dei fratelli». Del resto, ha chiarito, «un cristiano può seminare amarezze» e «perplessità», ma «questo non è cristiano, e chi fa questo non è un buon cristiano». Lo è invece chi «semina speranza: olio di speranza, profumo di speranza e non aceto di amarezza e di dis-speranza». In particolare, ha raccomandato, «sono soprattutto i poveri, gli esclusi, i non amati ad avere bisogno di qualcuno che si faccia per loro “paraclito”, cioè consolatore e difensore». Da qui l’invito conclusivo del Papa: «come lo Spirito Santo fa con ognuno di noi, che stiamo qui in piazza», occorre fare lo stesso prendendo l’iniziativa di consolare e difendere «i più bisognosi, i più scartati, quelli che soffrono di più». E il dono dello Spirito, ha auspicato in conclusione «ci faccia abbondare nella speranza» e «ci faccia sprecare speranza con tutti quelli che sono più bisognosi, più scartati».

La catechesi del Papa

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16 luglio 2019

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