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Il colera nello Yemen
è di nuovo un’emergenza

· Migliaia di malati non curati per via del conflitto ·

L’emergenza colera in Yemen rischia di ritornare a livelli catastrofici: dall’inizio dell’epidemia nel 2016, più di 3000 persone sono morte e oltre 1,3 milioni sono state contagiate. Secondo le stime di Oxfam almeno 40.000 persone, che potrebbero aver contratto il colera, si trovano in aree sempre più difficili da raggiungere a causa dell’intensificarsi degli scontri armati in corso. 

Il picco dell’epidemia è stato raggiunto nel giugno del 2017, con una media di circa 7000 nuovi casi sospetti identificati al giorno. Una catastrofe di proporzioni tali da portare alla fine la stessa Organizzazione mondiale della sanità (Oms) a definirla «la più grave della storia umana».

Un bambino trasporta acqua attraverso un cimitero a Sana’a (Epa)

Le persone che si sospetta abbiano contratto la malattia nelle ultime settimane sono 195.000. «Il nuovo picco di colera potrebbe peggiorare ancora, con l’imminente arrivo della stagione delle piogge», spiega Paolo Pezzati, di Oxfam Italia. Il rischio è che nuove inondazioni vadano a contaminare ulteriormente le poche fonti d’acqua disponibili, accelerando la diffusione della malattia.

«Al momento stiamo assistendo a un numero di nuovi casi di colera e relativi decessi, dieci volte superiore a quello registrato nello stesso periodo del 2018», sottolinea Pezzati. L’appello è chiaro: «La comunità internazionale deve intervenire al più presto per garantire che gli aiuti umanitari e le organizzazioni sul campo, come Oxfam, possano raggiungere tutte le persone che hanno bisogno di cure e lavorare per prevenire il contagio tra le comunità più vulnerabili».

All’inizio di aprile Oxfam è stata costretta a spostare il proprio ufficio a Shafer, nel governatorato settentrionale di Hajjah, mentre i combattimenti raggiungevano la periferia della città. Da qui, nonostante l’intensificarsi del conflitto, sta continuando a fornire acqua pulita e cibo a oltre mezzo milione di persone nei distretti vicini.

Nell’ultimo periodo i combattimenti si sono intensificati su vari fronti in tutto il paese, compresi i distretti di Hudaydah, Taizz e Hajjah, dove sono stati registrati la maggior parte dei decessi per il colera. «Acqua pulita e servizi igienici adeguati sono essenziali per prevenire il colera», ricorda Pezzati sottolineando che al momento 17,8 milioni di persone, secondo le stime delle Nazioni Unite, non hanno accesso ad acqua sicura, perché i sistemi idrici e fognari sono distrutti o danneggiati. In un paese dove i servizi pubblici non esistono quasi più, il lavoro delle organizzazioni per portare acqua potabile, cibo e assistenza medica alla popolazione, è oggi più cruciale che mai, avverte l’Oxfam: a rischio la vita di un milione di yemeniti, già stremati da oltre quattro anni di guerra. Il conflitto in corso via terra, i raid aerei e le restrizioni per la distribuzione degli aiuti stanno lasciando quattordici milioni di persone sole ad affrontare la carestia.

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19 settembre 2019

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