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Il clima
divide ovest ed est

· Il gruppo dei paesi di Visegrad boccia l’accordo sulle emissioni di gas ·

È saltato, ieri, l'accordo al Consiglio europeo sull'obiettivo di un'Europa a zero emissioni nette entro il 2050. La data per la transizione a «un'economia climaticamente neutrale» è stata cancellata, dopo ore di trattative, dalla testo delle conclusioni del vertice. A opporsi alla formulazione contenuta nella bozza sono stati alcuni paesi dell'Est Europa, tra cui la Polonia, l'Ungheria, la Repubblica Ceca e l'Estonia.

In tema di cambiamenti climatici, oggi circa ventimila studenti sono attesi alla manifestazione convocata ad Aquisgrana, in Germania, di Fridays for future, l’organizzazione partita da Greta Thonburn, per chiedere al governo maggiore attenzione. La protesta ha luogo significativamente vicino ad una delle più grandi miniere di carbone della Germania, da anni oggetto delle proteste degli ambientalisti perché la società che ne gestisce la concessione ha più volte minacciato di tagliare una vicina foresta secolare.

E nessun accordo è stato raggiunto anche sulle nomine per i vertici delle istituzioni europee. Il Consiglio europeo «ha avuto una piena discussione sulle nomine, tenendo conto della posizione del Parlamento europeo», ha detto Donald Tusk al termine della cena dei capi di Stato e di governo che si è conclusa circa all’1.30 del mattino. Ma «non ha trovato una maggioranza su alcun candidato», ora il negoziato sarà su «un pacchetto» di nomine che verrà sottoposto al vertice straordinario del 30 giugno. «Nel frattempo — ha aggiunto Tusk in conferenza stampa — le consultazioni andranno avanti» la prossima settimana anche al G20 di Osaka in Giappone.

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07 dicembre 2019

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