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Il cielo d’Irlanda

Tra cinque mesi — sabato 25 e domenica 26 agosto — Papa Francesco sarà a Dublino per partecipare all’incontro mondiale delle famiglie: lo ha annunciato personalmente durante l’udienza generale in piazza San Pietro. «Ringrazio fin d’ora le autorità civili, i Vescovi, il Vescovo di Dublino, e tutti coloro che collaborano per preparare questo viaggio» ha detto il Pontefice, che ha pregato davanti all’«icona della famiglia» dipinta espressamente per l’incontro, benedicendola.

A presentargliela due famiglie irlandesi: la famiglia Tobin, composta da Bryan e Brenda, con i due figli — il tredicenne Cathal e la ventenne Emma — e la nonna Maureen; e la famiglia di Michael e Mary Bushell, anch’essi con due figli: Olivia e Molly, rispettivamente di sette e cinque anni. Con loro il cardinale Kevin Joseph Farrell, presidente del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, e l’arcivescovo di Dublino, monsignor Diarmuid Martin. «Presentata il 21 agosto scorso, all’inizio dell’anno di preparazione spirituale che sta coinvolgendo tutto il Paese — spiega il presule irlandese — l’icona sta facendo un pellegrinaggio in tutte le parrocchie e così oggi l’abbiamo portata dal Papa “carica” delle speranze e delle attese delle nostre famiglie». E ora, aggiunge, «ripartiremo in questo viaggio casa per casa con lo slancio che ci dà Papa Francesco».

L’arcivescovo Martin era accompagnato dai suoi diretti collaboratori nell’organizzazione spirituale e logistica dell’incontro: i sacerdoti Timothy Bartlett e Colin Rothery, Anne Griffin, Laure Phelan. Con loro anche Mihai Cucu, l’artista che ha dipinto l’icona insieme alle religiose redentoriste del monastero di Sant’Alfonso a Dublino.

Con un abbraccio il Papa ha poi accolto i familiari dei militari caduti in prima linea nelle missioni di supporto alla pace, definendoli «eroi della patria ed eroi dell’umanità». In questi giorni i familiari si sono dati appuntamento a Roma per il loro quarto incontro nazionale. Ad accompagnare il gruppo, composto da centocinquanta persone, l’arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, «Isola della misericordia» è l’efficace slogan della concreta iniziativa solidale promossa in Ungheria da András Antal, diacono permanente della parrocchia di Csépa, nella diocesi di Vác. Per i poveri assistiti da Papa Francesco, Antal ha portato una forma di pecorino di otto chili e uno scatolone di piccole uova di Pasqua dipinte a mano, secondo la tradizione ungherese, oltre a una statua di legno raffigurante san Giuseppe. E Francesco ha benedetto una croce sempre in legno, alta due metri, che sarà utilizzata per la Via crucis del Venerdì santo a Csépa e la targa del nuovo centro diurno “Casa Betania”, punto di riferimento per le attività educative per i bambini poveri.

In piazza San Pietro era presente anche il giornalista inglese Keir Simmons, corrispondente di Nbc News, il network televisivo più seguito negli Stati Uniti d’America, che sta realizzando un servizio per il popolarissimo programma Today show in occasione delle prossime celebrazioni pasquali in Vaticano.

Francesco ha quindi ringraziato per il loro servizio appassionato i volontari della Federazione nazionale coordinamento operativo di protezione civile e sociale venuti dalla Toscana portando in dono un’immagine della Madonna di Montenero, patrona di Livorno. E non è mancato un abbraccio con i religiosi che stanno dando vita al capitolo dei fratelli dell’istruzione cristiana di Ploërmel e con i centoventi giovani che vivono la spiritualità focolarina, provenienti da Bolivia, India, Angola, Libano, Giordania, Portogallo e Francia, oltre che da diverse zone d’Italia, in questi giorni a Castelgandolfo per un incontro di formazione.

Con particolare affetto il Papa, oltre alle persone ammalate e con disabilità, ha abbracciato alcuni ragazzi con la sindrome di Down, nella giornata mondiale a loro dedicata per sostenerne integrazione e diritti, con una particolare attenzione all’inclusione scolastica «per denunciare la vergogna delle classi speciali» spiega suor Veronica Donatello, responsabile per la Conferenza episcopale italiana del settore per la catechesi delle persone disabili.

Francesco ha fatto anche salire sulla jeep, per il giro tra i pellegrini in piazza San Pietro, un gruppo di chierichetti della parrocchia romana dei Santi Antonio e Annibale Maria a piazza Asti. Infine il Pontefice ha salutato un gruppo di attori, calciatori e magistrati che stasera, allo stadio Olimpico, daranno vita a una partita di calcio «per sensibilizzare soprattutto i giovani sulla tragedia del femminicidio e denunciare le violenze contro le donne».

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16 novembre 2019

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