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Il centro teologico
dei gesuiti a Posillipo

La storia della Sezione San Luigi inizia nel 1552, con il “Collegio Napoletano”, situato nei locali dell’università Federico ii, nei pressi del “Gesù Vecchio”. Con la fondazione del Collegio Massimo (1690) alle scuole secondarie di grammatica e umanità furono aggiunti i corsi di filosofia e teologia. Nel 1898, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù (1767), e dopo altre vicende — tra cui l’espulsione dei gesuiti dal Mezzogiorno e la confisca dei loro beni a opera di Giuseppe Garibaldi (1860) — la sede del Collegio Massimo fu ripristinata in un ex convento domenicano (Villa San Luigi) di Posillipo, col nome di Collegium S. Aloisii ad Pausilypum (“Collegio San Luigi a Posillipo”), in un luogo panoramico incantevole e di eccezionale bellezza dal quale lo sguardo abbraccia tutto il golfo di Napoli.

Il termine Posillipo in greco significa: “una pausa per la tristezza”, “la fine della sofferenza”. Qui, nei pressi dell’ex convento domenicano nel 1911 fu costruito per volere e con il finanziamento di san Pio X il Seminario regionale campano, formando (dal 1912) il Collegium S. Aloisii et Seminarium Campanum. Il titolo del Collegio nel 1915 diventerà Collegium Maximum S. Aloisii. Venti anni dopo, nel 1935, fu costituita la Pontificia Facultas Theologica Sancti Aloisii ad Pausillypum (clericis sive religiosis saecularibus potissimum ex provinciis Italiae Meridionalis destinata) come una facoltà teologica per chierici religiosi e secolari delle province della Campania e di tutta l’Italia meridionale, retta quanto agli studi dalla Ratio studiorum della Compagnia di Gesù. Gli statuti di questa facoltà furono elaborati secondo le direttive della costituzione apostolica Deus scientiarum Dominus (1931) e furono approvati nel 1937.

Nel 1966 la Facoltà teologica San Luigi a Posillipo accolse il teologato italiano della Compagnia di Gesù e dal 1969 insieme alla Sezione San Tommaso diretta della diocesi di Napoli forma la Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale (Pftim). Nel corso degli anni dalla Pftim si distaccarono diventando autonome la Facoltà teologica della Puglia e la Facoltà teologica della Sicilia. Dalla Pftim, a 50 anni dalla sua fondazione, oggi dipendono l’Istituto teologico aggregato di Catanzaro, gli Istituti teologici affiliati di Potenza, Salerno, Reggio Calabria e Cosenza, e gli Istituti superiori di Scienze religiose collegati di Napoli (Donna Regina), Salerno, dell’Area casertana (Capua, Caserta, Aversa), di Nola, Benevento, Matera, Cosenza e Reggio Calabria. Gli statuti della Pftim sono stati redatti in base alle Normae quaedam e poi rivisti in conformità alle norme della costituzione apostolica Sapientia christiana (1979) prima di essere approvati il 18 aprile 1986.

In questi mesi gli statuti della Facoltà vengono rivisti e aggiornati alla luce della Veritatis gaudium e delle indicazioni della Congregazione per l’educazione cattolica. Nell’opera della revisione degli statuti si vuole preservare la singolarità di una Facoltà teologica costituita da due Sezione parallele — con due cicli istituzionali e propri corsi di specializzazione — e diretta da un ordine religioso, quello dei gesuiti (nella Sezione San Luigi), e dalla diocesi di Napoli (nella sezione San Tommaso).

L’attuale revisione degli statuti tiene conto del fatto che nell’ultimo trentennio nella Sezione San Luigi sono avvenuti cambiamenti significativi. Nel 1988-1989 lo scolasticato dei filosofi (lo studentato dei gesuiti in formazione che studiano filosofia) fu spostato a Padova (e nel 2014 da Padova a Roma). Qualche anno più tardi (2007-2008) fu chiuso lo scolasticato dei teologi (lo studentato dei gesuiti in formazione che studiano teologia), a seguito di un processo di riduzione e unificazione degli scolasticati europei voluto dal governo del padre generale Peter-Hans Kolvenbach. Con il ritiro dei gesuiti in formazione e il considerevole aumento del numero dei docenti laici, diocesani e religiosi la configurazione della Sezione San Luigi è cambiata. Inoltre, nel 1999 quindici vescovi della Campania hanno chiesto l’erezione canonica del Pontificio seminario campano interregionale che, com’era stata l’intenzione di Pio X, doveva essere strettamente collegato alla Sezione San Luigi della Pftim. Infine, dall’estate del 2017 la provincia dei gesuiti italiani (da cui dipendeva la Sezione San Luigi) è stata inclusa in un territorio geografico più ampio che comprende Malta, la Romania e l’Albania e forma la provincia Euromediterranea (Eum).

Coi lavori di ristrutturazione del complesso di San Luigi, negli ultimi quattro anni, la proprietà del seminario è passata a un gruppo di vescovi firmatari di una convenzione con la provincia Eum dei gesuiti. I gesuiti oggi restano proprietari dei locali della Sezione (nell’edificio del seminario) e dell’edificio attiguo (Villa San Luigi: l’antico convento domenicano con l’annessa chiesetta dedicata a santa Brigida, che oggi è una parrocchia intitolata a san Luigi Gonzaga). I gesuiti del collegium professorum San Luigi dirigono il centro accademico, sono responsabili della formazione intellettuale degli studenti, e continuano a essere impegnati nella formazione umana e spirituale dei seminaristi.

Il fine delle facoltà di teologia, oltre alla cura della formazione degli aspiranti al ministero sacerdotale e di quanti si preparano all’insegnamento delle scienze sacre, è l’approfondimento — mediante la ricerca scientifica — della conoscenza della Verità rivelata, per contribuire all’evangelizzazione e alla trasformazione della società in dialogo interdisciplinare con la cultura contemporanea. Una facoltà teologica diretta in collaborazione tra un ordine religioso e il clero locale con carismi, stili e identità diverse può perseguire questo fine se accetta la sfida di rinnovarsi e adattarsi ai cambiamenti epocali e se non sottovaluta le identità specifiche che la costituiscono. I criteri di Vg per la riforma degli studi ecclesiastici, d’altra parte, si possono realisticamente applicare in una facoltà teologica se si chiariscono e definiscono l’identità, lo spirito e il carisma che animano tale facoltà; e se si delineano le specificità a) dell’annuncio del kerygma, b) del dialogo, c) della inter e della trans-disciplinarietà, e d) delle reti, nelle aree geografiche in cui essa opera. Il futuro della Pftim costituisce una sfida che può essere efficacemente affrontata ispirandosi ai criteri del proemio della Veritatis gaudium, oltre che naturalmente alla buona volontà e alla fiducia, all’onestà e al desiderio di collaborazione, alla creatività e allo spirito di rinuncia delle persone coinvolte nel processo di aggiornamento e di rinnovamento degli studi ecclesiastici.

Rimanendo fedeli alla propria storia, al proprio carisma e alla propria missione specifica, la Sezione San Luigi e la Sezione San Tommaso praticano il rinnovamento auspicato dalla Veritatis gaudium. Nello spirito di questa costituzione apostolica il centro teologico dei gesuiti di Posillipo prova a impegnarsi per elaborare una teologia contestuale, adatta a interpretare il nuovo contesto storico e geografico, sociale, religioso e culturale della provincia Euromediterranea e a rendere comprensibili in questo contesto l’annuncio del Vangelo e la riflessione teologica, e a formare operatori pastorali per questo contesto. Per l’elaborazione di una teologia nel Mediterraneo è stata lanciata la collana “Sponde”: per «studiare i problemi di portata epocale che investono oggi l’umanità, giungendo a proporre opportune e realistiche piste di risoluzione» (proemio di Vg), e per educare a una comprensione del Mediterraneo quale spazio (e tempo) per una teologia che in dialogo con le istituzioni civili, con i rappresentanti di altre confessioni e religioni e con le donne e gli uomini di buona volontà contribuisca a sviluppare un nuovo umanesimo costruendo una società fraterna e solidale e superando le diffidenze, le paure e le difficoltà che le differenze religiose e culturali possono provocare. Il biennio di licenza in Teologia fondamentale è stato riattivato con un programma sull’esperienza religiosa nel Mediterraneo. L’Istituto di Storia del cristianesimo studia il fenomeno migratorio nell’attuale contesto storico e sociale del Mediterraneo, incrocio di culture e tradizioni diverse, nella prospettiva della storia del cristianesimo e della storia della Chiesa. La Scuola di Arte e Teologia propone un approccio all’arte come disposizione al dialogo con le culture, i popoli e le religioni del Mediterraneo. La licenza in Teologia biblica è stata aggiornata e potrebbe essere orientata a studiare la Bibbia come libro dell’alleanza tra le religioni del Mediterraneo, e comprendere così il Mediterraneo come ponte di riconciliazione e condivisione delle differenze. Nella Sezione San Tommaso il prossimo anno accademico verrà inaugurato il dipartimento di Diritto canonico, e una cattedra di Filosofia tomista. Con l’incoraggiamento del cardinale di Napoli e gran cancelliere della Facoltà sono in corso altre iniziative di carattere interreligioso ed ecumenico che appartengono alla storia e alla tradizione della Sezione San Tommaso.

Tutte queste attività culturali vogliono contribuire a interpretare il nuovo contesto del Mediterraneo e essere declinate in ambito interdisciplinare come inculturazione del Vangelo e trasformazione del Mediterraneo e delle culture delle aree geografiche da cui provengono gli studenti, delle aree geografiche della provincia Eum e della diocesi di Napoli. A questo scopo il proemio della Veritatis gaudium ricorda che è necessario partire dall’ascolto e riscoprire (e vivere) il kerygma che accomuna le persone del Mediterraneo, le persone coinvolte in ciascuna sezione, le due sezioni della Facoltà e i partner delle reti che afferiscono a essa. Il dialogo a tutto campo, raccomandato da Vg, dovrà essere condotto nelle aree geografiche della Pftim e della provincia Eum secondo la pratica del discernimento, mentre tale dialogo è condotto dentro a ciascuna sezione e tra le due sezioni, per riconoscere, capire e accogliere le reciproche differenze. Nelle aree geografiche del Mediterraneo in cui opera la Pftim, la diocesi di Napoli e la provincia Eum dei gesuiti, il lavoro in rete può essere implementato, per la promozione della giustizia e per accompagnare i processi culturali e sociali, come risultato di due sezioni che praticano al loro interno, tra di esse e con altre istituzioni accademiche, l’accoglienza reciproca.

di Pino Di Luccio
Gesuita,
vice preside della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale
e decano della Sezione San Luigi

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06 dicembre 2019

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