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Il cammino per la pace

· L’arcivescovo segretario per i Rapporti con gli Stati ribadisce che nella Siria di domani dovrà esserci posto per tutti ·

A segnali di apertura diplomatica sul conflitto siriano — peraltro ancora incerti — fanno riscontro in queste ore episodi di violenza che accrescono il già spaventoso numero delle vittime. Uno scenario sul quale è intervenuto ieri il segretario per i Rapporti con gli Stati, arcivescovo Dominique Mamberti, il quale, in un’intervista rilasciata al Servizio informazione religiosa (Sir), ha ancora una volta indicato nel dialogo la strada da seguire per giungere alla pace.

Ieri, nove bambini sono stati uccisi e altri 27 sono rimasti feriti nel quartiere al-Qassām, a  maggioranza di popolazione cristiana. L’agenzia di stampa ufficiale siriana  Sana ha riferito che un altro razzo ha colpito un autobus scolastico a Bab Touma, sobborgo a maggioranza cristiana, ferendo cinque bambini.

Nel frattempo, dopo la disponibilità a partecipare alla conferenza internazionale di pace espressa dalla Coalizione nazionale siriana, che raccoglie diversi gruppi di opposizione, la diplomazia internazionale riprende gli sforzi per dare una soluzione negoziale al conflitto.

La direzione auspicabile di questi sforzi è stata ribadita dall’arcivescovo Dominique Mamberti nell’intervista al Sir, confermando l’intensificazione dell’azione diplomatica della Santa Sede che procede in parallelo con quella degli aiuti umanitari.

Sugli obiettivi degli sforzi diplomatici la Santa Sede indica tre priorità. «Innanzitutto — sottolinea il segretario per i Rapporti con gli Stati  — è  indispensabile adoperarsi per il ripristino del dialogo fra le parti e per la riconciliazione del popolo siriano. Occorre poi preservare l’unità e l’integrità del Paese, evitando la costituzione di zone diverse per le varie componenti della società. Al tempo stesso bisogna ottenere da  tutti i gruppi  che mirano a ricoprire posti di responsabilità nel Paese garanzie che nella Siria di domani ci sarà posto per tutti, anche e in particolare per le minoranze, inclusi ovviamente i cristiani». L’applicazione concreta di detto principio potrà assumere varie forme, «ma in ogni caso non può essere dimenticata l’importanza del rispetto dei diritti umani e, in particolare, di quello della libertà religiosa».

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22 luglio 2019

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