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Il cammino di un cristiano
divenuto Papa

· Negli scritti cristologici di Joseph Ratzinger ·

Il secondo tomo del sesto volume dell’opera omnia di Joseph Ratzinger, appena pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, è intitolato Gesù di Nazaret. Scritti di cristologia (pagine 725, euro 55) e completa la sezione degli scritti di cristologia, inaugurata con la raccolta della trilogia pubblicata tra il 2007 e il 2012. L’ampia produzione cristologica dell’autore — tradotta ex novo in italiano dagli originali in tedesco — è qui suddivisa in cinque parti secondo un criterio tematico piuttosto flessibile, in cui sono distribuiti articoli scientifici, conferenze, recensioni, prefazioni, introduzioni, omelie, meditazioni e catechesi.

Il giovane Joseph Ratzinger (il primo da sinistra) studente a Frisinga nel 1946-1947

Come scrive nella Prefazione del curatore il cardinale Gerhard Müller, la varietà dei generi letterari utilizzati da Ratzinger mostra che «da sessant’anni i vari temi della cristologia stanno al centro della sua attività e del suo insegnamento come professore universitario, come vescovo e come Papa». In effetti, l’estrema varietà dei generi impiegati costituisce la peculiarità dell’approccio alla persona di Gesù Cristo da parte di un autore che, pur provenendo dall’ambiente accademico, si è costantemente misurato con le sfide che la cultura contemporanea ha rivolto al centro della fede cristiana. Per rendere comprensibile l’evento di Gesù di Nazaret, Ratzinger ha infatti colto ogni occasione, in contesti molto diversi, riuscendo a illuminare gli aspetti molteplici di quel mistero che abita il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto, salvatore dell’umanità intera.

In continuità con la parte a — cioè con il primo tomo del sesto volume che comprende la trilogia Gesù di Nazaret. La figura e il messaggio, inserita nell’opera omnia di Joseph Ratzinger, in quanto frutto della sua ricerca personale e non come atto magisteriale, benché al momento della pubblicazione già fosse divenuto Benedetto XVI — il volume si apre con la parte b, dal titolo redazionale Guardare al crocifisso: il mistero pasquale di Cristo (pp. 13-183), che abbraccia il periodo che va dal 1961 al 2002. I nove contributi qui raccolti sono stati precedentemente pubblicati in volumi collettanei, riviste specialistiche o atti di convegni. Con sapiente maestria l’autore spazia dai temi biblici a quelli dogmatici, dalla liturgia alla devozione, dalla storia all’estetica, attraverso una variegata galleria di temi e figure che hanno al loro centro Cristo: il venerdì santo della storia, il cristocentrismo nella predicazione, le tesi e i punti di orientamento cristologici, il mistero pasquale fondamento della devozione al sacro cuore di Gesù, la teologia di Romano Guardini, le tentazioni di Gesù, il volto di Cristo nella Scrittura, la bellezza del crocifisso e la nuova estetica della fede.

La parte c, intitolata Messia e Figlio di Dio: il mistero della persona di Gesù (pp. 187-315), contiene dieci saggi che preparano il terreno alla trilogia. In questi studi si espongono i misteri della vita di Cristo, i rischi dell’ermeneutica moderna a confronto con il metodo esegetico antico, la legittimità del dogma cristologico di fronte all’accusa moderna di ellenizzazione, la verità dell’incarnazione, il mistero pasquale nella luce della risurrezione e dell’ascensione al cielo, l’effettiva storicità dell’agire di Dio in Cristo che protegge la fede dal diventare gnosi, l’identificazione dell’irripetibile figura storica di Gesù di Nazaret con la realtà stessa di Dio.

Nella parte d, sotto il titolo Salvezza, redenzione, liberazione. Temi di soteriologia (pp. 319-452), sono riuniti i diversi contributi di Ratzinger sul tema della salvezza. Si comincia con quattro voci di lessico — su salvezza, mediatore, rappresentanza vicaria, espiazione — per poi trattare le questioni preliminari a una teologia della redenzione, in cui si prospetta una salvezza legata all’universalità, alla libertà, all’amore: «La salvezza del mondo esiste in forma paradossale: nel Crocifisso. Soltanto nella Croce, nella libertà che dona se stessa, che può donarsi nella certezza del suo amore, sboccia la libertà, avviene la redenzione. La Croce è la sfida suprema a osare un amore che trasforma la povertà e l’ingiustizia nel mondo» (p. 367).

Particolare rilievo è dato alla gioia come criterio di autenticazione del Vangelo accolto nella fede, «tema intimamente legato al discernimento degli spiriti. Una delle regole fondamentali di discernimento potrebbe essere così espressa: laddove non c’è gioia, laddove l’allegria si spegne, certo non v’è lo Spirito di Gesù Cristo.

di Maurizio Gronchi

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18 novembre 2019

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