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Il Cairo chiede l’intervento internazionale in Libia

· El Sissi lancia nuove missioni aeree contro postazioni dell’Is ·

Il presidente egiziano, Abdel Fattah El Sissi, appoggiando la posizione già espressa dal presidente francese, François Hollande, ha chiesto oggi che il Consiglio di sicurezza dell’Onu approvi una risoluzione che autorizzi un intervento internazionale in Libia per contrastare l’avanzata del cosiddetto Stato islamico (Is) e stabilizzare il Paese. 

Il capo dello Stato egiziano ha parlato della sua richiesta in un’intervista rilasciata a una radio francese, confermando così l’ulteriore consolidamento dell’asse tra Parigi e Il Cairo. Il Cairo ha ordinato nuove missioni aeree in territorio libico contro postazioni dell’Is. Secondo media egiziani, che citano fonti ufficiali libiche, altri sette raid con «decine di morti» sono stati compiuti dall’aviazione egiziana contro postazioni strategiche dell’Is a Derna. Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, in un’intervista all’emittente «Al Arabiya», ha ribadito che i raid aerei condotti sulle postazioni dell’Is in Libia sono giustificati dal diritto dell’Egitto «all’autodifesa» e che continueranno. «Dopo la diffusione del video erano necessari un attacco e una reazione» ha affermato Shoukry, riferendosi al filmato diffuso in rete due giorni fa che mostra l’esecuzione di ventuno cittadini copti egiziani da parte dei miliziani. Intanto, Abdullah Al Thani, il premier del Governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, ha chiesto ieri all’Occidente di sferrare un’offensiva aerea per stanare i jihadisti, altrimenti «la minaccia arriverà in Italia».

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13 dicembre 2019

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