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Il Bric chiede un nuovo ordine mondiale

· Al summit di Brasilia auspicata una riforma della governance economica che dia più spazio ai Paesi in via di sviluppo ·

Rilanciare l'economia mondiale è possibile. Ma una nuova azione che possa cambiare davvero le cose, facendo fronte agli squilibri che ancora pesano sulla ripresa, deve passare attraverso una seria riforma dei meccanismi decisionali che dia più spazio ai Paesi in via di sviluppo. Questo il messaggio fondamentale lanciato dai leader dei quattro Paesi membri del Bric (Brasile, Russia, India, Cina) dal summit di Brasilia conclusosi ieri. L'invito è quello a creare un mondo «più giusto ed equilibrato».

Al vertice, tenutosi in un edificio futuristico progettato cinquant’anni fa dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, si è discusso in particolare della riforma delle istituzioni finanziarie mondiali e, in vari incontri informali, della questione nucleare iraniana. Il summit è stato mutilato dalla partenza improvvisa del presidente cinese, Hu Jintao, che è dovuto tornare in patria a causa del devastante terremoto che ha segnato la Cina. Al termine del secondo vertice Bric — il primo si è tenuto nel giugno del 2009 in Russia — il premier indiano, Manmohan Singh, ha detto che l’obiettivo principale del gruppo è la creazione di «un nuovo ordine mondiale più democratico, giusto e multipolare».

Nella loro dichiarazione finale, i leader del Bric — il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, il leader del Cremlino Dmitri Medvedev, il presidente cinese, Hu Jintao, e il premier indiano Singh — hanno sottolineato la necessità di riformare il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in modo tale che queste istituzioni internazionali riflettano meglio il peso crescente dei mercati emergenti e dei Paesi in via di sviluppo. Il Bric ha inoltre ribadito «l'importanza di mantenere una relativa stabilità delle principali valute di riserva» per una crescita equilibrata a lungo termine. E per avanzare queste richieste, almeno sulla carta, i membri del Bric hanno tutti i numeri giusti. Insieme, infatti, i quattro rappresentano oltre il 40 per cento della popolazione mondiale e il 16 per cento del prodotto interno lordo globale e sono la vera locomotiva dell'economia globale.

Quanto al programma nucleare iraniano, «la nostra impressione — ha detto il ministro brasiliano degli Affari esteri, Celso Amorim — è che l’efficacia delle sanzioni contro Teheran sia molto discutibile». Lula, che ha ricevuto il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, lo scorso novembre, si recherà in Iran a maggio. Il capo dello Stato brasiliano ha detto di condividere con la Cina e con l'India l'idea secondo cui a prevalere, nei confronti della Repubblica islamica, debba essere la linea del dialogo. Prima dell'inizio del summit a Brasilia, nei giorni scorsi, Lula e Singh hanno accolto il presidente sudafricano, Jacob Zuma, nel quadro di un forum tripartito. Il prossimo summit del Bric si terrà nel 2011 in Cina.

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