Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Il benvenuto
dei vescovi asiatici

· In un messaggio del cardinale presidente della Fabc ·

«Un momento di grazia per i cristiani» e per tutti gli altri uomini e donne che vivono in Thailandia e in Giappone. Così il cardinale Charles Maung Bo, presidente della Federazione delle Conferenze episcopali asiatiche (Fabc), definisce l’imminente visita del Pontefice nei due Paesi asiatici. Dopo averlo accolto in Myanmar come arcivescovo di Yangon, il porporato incontrerà di nuovo Francesco a Bangkok nel corso di un appuntamento in programma venerdì 22 novembre — presso il santuario del beato Nicholas Boonkerd Kitbamrung nella capitale thailandese — riservato ai vescovi del paese e a quelli della Fabc.

«Papa Francesco — scrive tra l’altro in un messaggio di benvenuto pubblicato nel sito della federazione dei presuli del continente asiatico — è un profeta dei tempi moderni. È un leader mondiale che ha proclamato non solo un messaggio religioso ma un messaggio per l’umanità». Infatti il vescovo di Roma «ha raggiunto tutti i tipi di persone», come testimonia la scelta di visitare Paesi «in cui la comunità cattolica è una minoranza», esprimendo sollecitudine per le comunità ai margini, periferiche.

Proprio come ha fatto due anni fa, in Myanmar e in Bangladesh. «La sua visita — ricorda il cardinale Bo — ha fatto conoscere questo piccolo gregge al mondo. Che grazia è stata per noi! Un grande miracolo! Grande è stato l’amore del Santo Padre». In proposito il porporato salesiano sottolinea come il viaggio sia stato “impegnativo”, ma anche come ciò non abbia impedito a Francesco di recarsi in questi Paesi. «È venuto come pellegrino di pace e la sua presenza ha portato immensa gioia e felicità in ogni cuore del nostro popolo. L’intero Myanmar era pieno di speranza in quei giorni in cui il Santo Padre era con noi». Anche perché, prosegue l’arcivescovo di Yangon, «ha incoraggiato la Chiesa cattolica e la gioventù a essere uno strumento di pace».

Per questo, il cardinale Bo si dice «felice di augurare calorosamente ai due Paesi, Thailandia e Giappone, una grande benedizione per questo pellegrinaggio» nel segno dell’incontro. Del resto, entrambe le nazioni sono da sempre «intrise di profonde tradizioni spirituali», al punto da «attirare migliaia di persone sulle loro coste».

Il presidente della Fabc richiama «l’interesse del Papa per le religioni orientali», così come «il suo amore per la natura e la biosfera» ben espresso nell’enciclica Laudato si’ e nella recente assemblea speciale del Sinodo dei vescovi sull’Amazzonia, leggendovi anche il segno dell’ammirazione di Bergoglio «per la tradizione spirituale dell’Oriente, che considera tutti gli esseri viventi come parte della presenza di Dio».

Infine il porporato fa riferimento ai «cambiamenti climatici» e alla «povertà» come «due delle principali questioni» che stanno a cuore al Santo Padre. E poiché «Thailandia e Giappone hanno affrontato grandi sfide nei cambiamenti climatici», il cardinale Bo si dice convinto che la voce del Pontefice «verrà ascoltata su questi temi». L’Asia, assicura, «dà il benvenuto al profeta di giustizia: giustizia economica e ambientale. L’Asia è la culla di grandi religioni e civiltà. Possa questo incontro spirituale essere fonte di benedizioni per ognuno in questi Paesi e una nuova alba di pace e prosperità emerga nel nostro grande continente», è l’auspicio conclusivo.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

29 gennaio 2020

NOTIZIE CORRELATE