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Per il bene della famiglia

· Il sinodo concluso con la beatificazione di Paolo VI ·

Con la celebrazione durante la quale Papa Francesco ha proclamato beato il suo predecessore Paolo VI, si è concluso domenica scorsa il Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia, fra i più seguiti dall’attenzione mediatica dell’intero “villaggio globale”. Quest’interesse si spiega anzitutto con la simpatia che l’attuale vescovo di Roma è in grado di suscitare attraverso ognuna delle sue iniziative. Eppure, l’assemblea sinodale appena conclusa è stata legata alle figure di diversi Pontefici, tanto da poter azzardare la definizione di “Sinodo dei tre Papi”.

Il primo fra di essi è certamente Francesco: la sua impronta si è vista sin dall’inizio, quando ha invitato i vescovi a parlare in assoluta libertà, precisando che non dovesse esserci niente di cui si potesse dire: “di questo non si può parlare”. I padri sinodali hanno preso alla lettera l’invito del successore di Pietro, dando vita a un dibattito ricchissimo, dove sono risuonati accenti anche molto diversi fra loro, pur nella comune volontà di cercare il bene maggiore per le famiglie di tutto il mondo, al cui servizio la Chiesa si pone.

L’altra figura di Pontefice che ha ispirato e accompagnato i lavori sinodali è stata quella di Benedetto XVI: sebbene sia stato fisicamente presente solo alla canonizzazione dell’amato Paolo VI, si può dire che la scelta di fondo di affrontare con onestà le sfide e i problemi della famiglia oggi corrisponda a quanto egli ha voluto decisamente per la Chiesa negli otto anni del suo pontificato riguardo a tutti gli aspetti della vita del popolo di Dio. Alcuni temi, poi, sono stati ispirati direttamente al suo magistero: così l’attenzione alla rilevanza della fede degli sposi nella celebrazione del matrimonio.

Il terzo Papa di cui si è avvertita particolarmente la presenza ispiratrice al Sinodo è stato il nuovo beato Paolo VI: questo non solo per la scelta di far coincidere la chiusura dell’assemblea sinodale con la sua beatificazione, ma anche e soprattutto per lo stile e lo spirito dei lavori. Papa della conclusione e dell’attuazione del concilio Vaticano II, Montini è stato il grande testimone del dialogo della Chiesa con la modernità, attento alla ricerca tutt’altro che facile e scontata delle mediazioni opportune fra la salvezza offerta in Cristo e la storia reale delle donne e degli uomini del nostro presente.

di Bruno Forte

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18 settembre 2019

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