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La ragione
rifiuta violenze e barbarie

«La vita è solo un’ombra che passa», diceva Shakespeare attraverso il suo Macbeth. Prosegue affermando che «il mondo intero è un palcoscenico, durante la nostra vita recitiamo molti ruoli di un racconto che non ha senso». Spinoza stemperò questo punto di vista pessimista ricollocando il destino dell’uomo in una prospettiva storica, confidandogli il compito di espandere la propria visione di se stesso non tanto in rapporto a sé, ma dal punto di vista dell’eternità.

Marc Chagall «Abramo e i tre angeli» (1966)

Quando Newton dimostrò che le stesse leggi reggono tutto l’universo e che l’uomo ne è totalmente sottomesso, si sostituí la concezione antropocentrica dell’universo con un approccio universalista proveniente direttamente dall’eliocentrismo, implicando dunque l’esistenza di un solo Dio, di una sola natura e di una sola sostanza. Tutto ciò che è di ordine fisico o spirituale è della stessa natura e proviene da una fonte unica, cioé un Dio infinito che ha concepito l’infinità delle cose.

L’uomo che desidera liberarsi da queste catene è dunque irragionevole? È condannato forse a restare ancorato all’abitudine, alle convenzioni o alla sottomissione? Non ha forse il diritto di esprimere la sua stanchezza, la sua rivolta o anche la sua violenza? La teologia non ha forse stabilito che gli annunciatori di Dio hanno provocato reazioni violente, persecuzioni e martiri di una grande crudeltà? Attraverso la sua sofferenza, il Cristo non ha forse dato l’esempio di un amore infinito per il mondo, con il solo scopo di salvarlo? Dopo tante persecuzioni e minacce di morte, il profeta dell’islam non andò forse dai suoi nemici alla Mecca perdonandoli per conquistare il loro cuore? Quando Abramo ricevette, al posto del suo amato figlio, l’ariete che lo sostituiva per essere sacrificato, non mostra forse che l’amore di Dio e la sua pietà sono superiori alla sua legge?

La ragione rifiuta l’immanenza della violenza e della barbarie. Nella religione, l’atto sacrificale diventa una violenza protettrice con obiettivi soteriologici e risolutori. La violenza sacrificale del martirio di Cristo aveva anch’essa un valore soteriologico la cui portata non fu quella di salvare una tribù, ma tutta l’umanità dal peccato originale. Si chiamano cristiani tutti coloro che attraverso la loro fede vogliono essere salvati da Gesù Cristo. Ma, secondo noi musulmani, Dio ha perdonato Adamo ed Eva quando si sono incontrati sul monte Arafat. Ha solo imposto loro di vivere del sudore della loro fronte, di partorire nel dolore e di non poter ritornare in Paradiso se non per merito.

di Dalil Boubakeur

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20 agosto 2019

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