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Il bacione di Firenze

«La porti un bacione a Firenze» cantava nei primi decenni del secolo scorso il fiorentino Carlo Buti. Ma questa volta il capoluogo toscano il “bacione” l’ha riservato interamente a Papa Francesco, venuto in visita nella città che ospita il v convegno ecclesiale italiano.

Nello stadio comunale Artemio Franchi, martedì pomeriggio, 10 novembre, in un clima di festa come per le grandi partite di calcio, alla presenza di oltre 55.000 persone, la città e l’arcidiocesi hanno manifestato tutto il loro affetto per il Pontefice. Fazzoletti rossi, bianchi e gialli al collo delle centinaia di bambini e di ragazzi delle scuole, degli scout e delle associazioni laicali componevano una scenografia unica, che aveva per sfondo il cielo terso e soleggiato, con il panorama delle colline di Fiesole, da una parte, e i palazzi sui quali svettava la cupola della cattedrale, dall’altra.

Nel campo e sugli spalti, con cori da tifo sportivo, tutte le componenti della società civile e della comunità ecclesiale erano rappresentate. Lo erano anche idealmente i detenuti del carcere di Sollicciano che hanno realizzato l’altare in legno sul quale il Papa ha celebrato la messa. L’ambone per le letture è stato realizzato in legno dai ragazzi del progetto Villa Lorenzi, un’associazione che si propone di offrire risposte al disagio di minori, di giovani e delle loro famiglie a livello di prevenzione e di recupero. 

di Nicola Gori

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19 maggio 2019

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