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Identità di vedute

· A Palazzo Borromeo il tradizionale incontro per l’anniversario dei Patti lateranensi ·

La Libia, le persecuzioni dei cristiani in Medio oriente e l’immigrazione sono stati i temi centrali dei colloqui di ieri pomeriggio, martedì 17 febbraio, tra la delegazione della Repubblica italiana e quella della Santa Sede in occasione dell’incontro a Palazzo Borromeo, sede della rappresentanza diplomatica italiana, per le celebrazioni degli anniversari dei Patti lateranensi (11 febbraio 1929) e dell’accordo di modifica del Concordato (18 febbraio 1984).

In Libia «la situazione è grave», occorre quindi «intervenire presto, ma qualsiasi intervento armato deve avvenire nel quadro del diritto internazionale» ha dichiarato, a conclusione del vertice, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato. Nei colloqui — ha aggiunto il segretario di Stato — si è parlato della importanza di rilanciare un’iniziativa diplomatica. «Ci sono — ha sottolineato — una minaccia e una situazione grave che esigono una risposta concorde della comunità internazionale».

Sul tema dell’immigrazione, le delegazioni si sono trovate d’accordo sulla necessità di rafforzare le misure di assistenza ai profughi. «C’è un dovere di carità, ma prima di tutto un dovere di giustizia» ha dichiarato a questo proposito il porporato. «Per le autorità italiane ci sono convenzioni internazionali alle quali sono obbligate; noi come Chiesa sottolineiamo principalmente l’aspetto religioso della carità e della solidarietà». Il confronto si è inoltre concentrato sull’importanza della famiglia nel tessuto sociale, sulla questione dei cappellani militari e sulle scuole paritarie. «È stata sottolineata l’importanza di riconoscere il contributo che la scuola cattolica paritaria dà» ha dichiarato padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede.

Accolti dall’ambasciatore Francesco Maria Greco, per la Santa Sede erano presenti tra gli altri, oltre al cardinale Parolin, gli arcivescovi Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, Paul Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati; i monsignori Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, Peter Bryan Wells, assessore per gli Affari generali. Erano presenti inoltre, insieme a numerosi porporati e prelati, il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco e il segretario, vescovo Nunzio Galatino. La delegazione italiana era invece composta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, dai presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, e da diversi ministri e sotto-segretari.

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