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I vespri di Benedetto XVI nella Giornata della vita consacrata

· La celebrazione in San Pietro nella festa della Presentazione ·

Benedetto XVI celebra nel pomeriggio di martedì 2 febbraio, in San Pietro, la quattordicesima Giornata mondiale della Vita consacrata. A differenza degli ultimi anni, nella Basilica vaticana il Papa presiede la celebrazione dei Vespri in occasione della festa della Presentazione del Signore, invece di incontrare i partecipanti al termine della tradizionale messa presieduta dal prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica, il cardinale Franc Rodé.

Secondo quanto riferisce il Maestro delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, monsignor Guido Marini, si inizia con l'esposizione del Santissimo Sacramento, quindi si procede al canto dei Vespri. La celebrazione, durante la quale svolgono il servizio all'altare come ministranti gli studenti religiosi dell'Ordine di Sant'Agostino, si conclude con l'adorazione e la benedizione eucaristica. Alcuni brevi spazi di silenzio, dopo il canto dei Salmi e l'omelia del Pontefice, sottolineano la dimensione del raccoglimento orante, come parte integrante della celebrazione.

La Presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e con l'offerta della Vergine Maria e la profezia di Simeone ( Luca 2, 33-35) apre il cammino verso la Pasqua.

La Festa delle luci (cfr Luca 2, 30-32) ebbe origine in Oriente con il nome di Ipapante , cioè «Incontro». Nel sesto secolo si estese all'Occidente con sviluppi originali: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia con la solenne benedizione e processione della candele, popolarmente nota come la «candelora». Al riguardo è da ricordare l'interessante interpretazione simbolica di Sant'Ivo di Chartres e di Sant'Anselmo: la cera — opera dell'ape virginea — è la carne virginea di Cristo, che nascendo non ha intaccato l'integrità della Madre; lo stoppino, che sta dentro la cera, è l'anima umana di Cristo; la fiamma, che brilla nella parte superiore, è la divinità di Cristo.

La valorizzazione di elementi presenti nel racconto evangelico della festa (cfr. Luca 2, 22-40), quali l'obbedienza di Giuseppe e di Maria alla Legge del Signore, la povertà dei santi sposi, la condizione verginale della Madre di Gesù, la simbologia della cera vergine — Cristo vergine e Maria vergine — hanno suggerito di fare del 2 febbraio anche la festa di quanti sono impegnati al servizio del Signore e dei fratelli nelle varie forme della vita consacrata.

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16 ottobre 2019

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