Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

I vescovi spagnoli e la libertà religiosa

· Tema al centro della riunione della commissione permanente ·

Gli attacchi contro le comunità cristiane nel mondo e le ripercussioni sociali della profonda crisi economica che attanaglia la nazione sono i principali punti messi in rilievo nella nota finale pubblicata al termine della riunione della commissione permanente della Conferenza episcopale di Spagna, che ha avuto luogo nei giorni 26-28 gennaio, nella capitale Madrid. I vescovi considerano «gli attacchi sempre più frequenti che colpiscono le comunità cristiane in varie parti del mondo, come una tema di grande preoccupazione per la Chiesa». Nella nota si ricordano «le decine di persone indifese, assassinate proprio nel momento in cui erano riunite in luoghi sacri per compiere atti di culto, come nella cattedrale siro-cattolica a Baghdad o nella chiesa copta ad Alessandria d'Egitto». Al contempo si richiamano le parole del messaggio del Papa Benedetto XVI per la celebrazione della xliv Giornata mondiale della pace del 1 gennaio 2011 e riflesse successivamente nel discorso del 10 gennaio ai membri del corpo diplomatico accreditati presso la Santa Sede: «I cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede». Nella nota, i presuli spagnoli evidenziano anche le iniziative dei Governi, citando, nel contesto, i ministri degli Affari Esteri di Ungheria, Italia, Francia, Polonia e Germania, che hanno sollecitato una riflessione sulla realtà della libertà religiosa nel mondo e, nello specifico delle violenze contro i cristiani, nell'agenda della riunione del Consiglio degli Affari Esteri dell'Unione Europea, in programma il 31 gennaio. Dall'episcopato, infine, si lancia l'appello al Governo spagnolo affinché si associ agli altri Paesi nella petizione a favore delle comunità cristiane. I presuli aggiungono di ritenere questo «un passo importante in grado di essere apprezzato sono soltanto dai cattolici spagnoli, ma anche certamente, da tutti i cittadini che amano la dignità umana e il diritto».

Nel passare quindi ad affrontare la crisi economica, la commissione permanente ha particolarmente rilevato le conseguenze sulle famiglie e sui settori della popolazione più disagiati e riaffermato l'impegno della comunità cattolica per dare sostegno alla popolazione. «Il presidente della commissione episcopale di pastorale sociale — è spiegato — ha informato circa le azioni intraprese a tale proposito, sia a livello di studio che di animazione sociale e di carità». In conclusione, si puntualizza che la «Dichiarazione sulla crisi morale ed economica» pubblicata a seguito dell'assemblea plenaria del novembre 2009, «continua a offrire le linee guida fondamentali per l'analisi della situazione e per l'impegno che si esige nell'affrontarla e nel mantenerlo nelle parrocchie e nelle altre istituzioni della Chiesa, attraverso la Caritas, Manos Unidas, le fraternità e confraternite».

I vescovi hanno anche discusso lo sviluppo del nuovo piano pastorale della Conferenza episcopale che seguirà a quello attualmente in vigore — che copre il quadriennio 2006-2010 — dal titolo: «Io sono il pane della vita. Vivere l'Eucarestia». E ancora, sono stati elaborati una bozza di documento dal titolo «La verità dell'amore umano» promosso dalla sottocommissione dell'episcopato per la Famiglia e la Difesa della Vita e un testo sulla pastorale vocazionale. A margine dell'incontro, il segretario della Conferenza episcopale, il vescovo ausiliare di Madrid, Juan Antonio Martínez Camino, parlando in una conferenza stampa, ha stigmatizzato nuovamente a nome della comunità ecclesiale, la legge che velocizza i divorzi, approvata dal Governo nel 2005, assieme a quella sui matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il matrimonio, ha osservato, è diventato «un contratto molto più leggero di quello necessario per un servizio telefonico e che presenta molte difficoltà per essere annullato e per farne uno nuovo».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

24 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE