Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

I vescovi nicaraguensi
per il dialogo

· Nonostante gli attacchi di Ortega ·

Il cardinale Brenes durante una conferenza stampa a Managua  (Ap)

 I vescovi nicaraguensi intendono portare avanti la loro mediazione nella crisi politica che il paese sta attraversando, nonostante gli attacchi del governo. Questo il messaggio lanciato ieri, domenica, dal vescovo ausiliare di Managua, Silvio José Báez. «Chiaramente continuare il dialogo in questo momento sarà difficile a causa dell’atteggiamento del governo e del linguaggio diffamatorio contro la Chiesa», ha detto ai giornalisti, in occasione della messa celebrata nella chiesa di San Miguel Arcangelo di Managua. Tuttavia, «non ci fermeremo e cercheremo di nuovo il dialogo» ha aggiunto. Sono ore molto difficili per il Nicaragua. La Chiesa sta mettendo in campo iniziative di preghiera e solidarietà per cercare di sostenere i vescovi e la popolazione, nonostante la dura repressione del governo e dei suoi gruppi paramilitari, le cosiddette turbas. Il Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) ha indetto ieri una giornata di preghiera in tutte le Chiese dell’America latina per esprimere «vicinanza e solidarietà al popolo del Nicaragua e ai suoi pastori profeti di giustizia, di fronte alla drammatica e dolorosa crisi sociale e politica che lì si vive attualmente».

Il cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua e presidente della conferenza episcopale nicaraguense, ha convocato per oggi, lunedì, una riunione dei vescovi del paese. «Mediteremo sulle parole del presidente Ortega e poi prenderemo una decisione, perché il popolo del Nicaragua ci sta invitando, dicendo che dobbiamo continuare come mediatori e testimoni. Mediteremo e vedremo qual è la posizione migliore da tenere» ha detto il cardinale Brenes parlando con la stampa. Com’è ormai tristemente noto, dal 18 aprile scorso si susseguono manifestazioni e violenze in tutto il paese. Si contano oltre trecentocinquanta morti e migliaia di feriti tra i civili. Anche i rappresentanti della Chiesa sono stati aggrediti diverse volte e fatti oggetti di agguati armati. Inoltre, pochi giorni fa, durante le celebrazioni del 39° anniversario della rivoluzione sandinista, il presidente Ortega ha affermato che i vescovi nicaraguensi «hanno facilitato manovre golpiste».

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

21 aprile 2019

NOTIZIE CORRELATE