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I valori evangelici  fondamentali per la coesione del Paese

· Benedetto XVI al nuovo ambasciatore della Slovenia presso la Santa Sede ·

L'integrazione nell'Ue ha tra i suoi presupposti le comuni radici cristiane del vecchio continente

Benedetto XVI ha ricevuto nella mattina di venerdì 22 ottobre, alle ore 11.15, in solenne udienza, Sua Eccellenza la Signora Maja Marija Lovren{l-ccaron}i{l-ccaron} Svetek, nuovo Ambasciatore di Slovenia presso la Santa Sede, la quale ha presentato le Lettere con le quali viene accreditato nell'alto ufficio. Il diplomatico, rilevato alla sua residenza da un Gentiluomo di Sua Santità e da un Addetto di Anticamera, è giunto alle 11 al Cortile di San Damaso, nel Palazzo Apostolico Vaticano, ove un reparto della Guardia Svizzera Pontificia rendeva gli onori. Al ripiano degli ascensori, era ricevuto da un Gentiluomo di Sua Santità e subito dopo saliva alla seconda Loggia, dove si trovavano ad attenderlo gli Addetti di Anticamera e i Sediari. Dalla seconda Loggia il corteo si dirigeva alla Sala Clementina, dove l'Ambasciatore veniva ricevuto dal prefetto della Casa Pontificia, l'arcivescovo James Michael Harvey, il quale lo introduceva alla presenza del Pontefice nella Biblioteca privata. Dopo la presentazione delle Credenziali da parte dell'Ambasciatore avevano luogo lo scambio dei discorsi e, quindi, il colloquio privato. Successivamente, nella Sala Clementina l'Ambasciatore prendeva congedo dal prefetto della Casa Pontificia e si recava a far visita al cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato. Al termine del colloquio il diplomatico discendeva nella Basilica Vaticana: ricevuto da una delegazione del Capitolo, si recava dapprima nella Cappella del Santissimo Sacramento per un breve atto di adorazione; passava poi a venerare l'immagine della Beatissima Vergine e, quindi, la tomba di San Pietro. Al termine della visita l'Ambasciatore prendeva congedo dalla delegazione del Capitolo, quindi, alla Porta della Preghiera, prima di lasciare la Basilica, si congedava dai dignitari che lo avevano accompagnato e faceva ritorno alla sua residenza.

Questo è il testo del discorso del Papa.

Eccellenza,

ho il vero piacere di riceverLa in questo momento nel quale presenta le Lettere che La accreditano presso la Sede Apostolica in qualità di Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica di Slovenia. Esprimo apprezzamento per il deferente attestato delle Autorità civili e per i sentimenti d'affetto dei Suoi compatrioti nei confronti del Successore di Pietro, di cui Ella si è fatta interprete. La prego di porgere il mio saluto al Signor Presidente della Repubblica di Slovenia, Dott. Danilo Türk, così come ai membri del Governo; voglia assicurare tutti i Suoi connazionali del mio affetto e della mia vicinanza.

L'integrazione della Nazione slovena nell'Unione Europea, che si è compiuta in questi anni in modo sempre più organico, ha tra i suoi presupposti fondamentali le comuni radici cristiane del «vecchio continente». In particolare, ai santi Cirillo e Metodio, instancabili e ardenti missionari nelle regioni centrali dell'Europa, si deve l'annuncio del Vangelo e il radicamento del cristianesimo nell'animo dei popoli slavi. Così, l'ancoraggio della Slovenia ai valori evangelici, che sempre rafforzano l'identità e arricchiscono la cultura di una nazione, ha contribuito in modo importante alla coesione del Paese e ha favorito sentimenti di amicizia con le altre nazioni di quella parte del continente. Guardando alla storia del popolo sloveno, emerge con evidenza l'impronta dei valori morali e spirituali del cristianesimo: infatti, le prime testimonianze della lingua e della letteratura slovene sono manoscritti di preghiere e di altri testi religiosi; ma penso pure alle belle chiese e cappelle che sorgono nel territorio. Questo patrimonio ha costituito, anche nei momenti più difficili e dolorosi, un costante fermento di conforto e di speranza, ed ha sostenuto la Slovenia nel suo cammino verso l'indipendenza, dopo la caduta del regime comunista. In quel periodo, la Santa Sede ha voluto essere particolarmente vicina alla Nazione slovena. Lei, gentile Signora, ha sottolineato che le relazioni tra la Repubblica di Slovenia e la Santa Sede sono state buone fin dall'inizio e continuano ad essere tali ancora oggi. Auspico, pertanto, che in questo contesto possano trovare soluzione tutte le problematiche non ancora risolte con l' Accordo firmato il 14 dicembre 2001.

Nell'esercizio delle prerogative democratiche, la Slovenia ha ottenuto un certo benessere economico, che ha consentito di consolidare la pacifica convivenza civile e sociale. Con compiacimento ho appreso la notizia della recente approvazione della legge riguardante la questione dei cosiddetti «cancellati», che, in molti casi, si sono trovati in situazioni assai difficili. Si tratta di un importante passo avanti nel tentativo di condurre a soluzione i casi di quanti hanno perduto il diritto alla residenza, al lavoro e all'assistenza sanitaria. Incoraggio a continuare in questa direzione e auspico che si lavori per alleviare le loro sofferenze.

Come Lei, Eccellenza, ha sottolineato poc'anzi, l'impegno per il bene dell'uomo accomuna nella loro azione la Sede Apostolica e la Repubblica di Slovenia. Ella ha giustamente fatto allusione alla presenza attiva della Santa Sede nella vita internazionale e al suo perseverante lavoro teso al riconoscimento della dignità e delle libertà fondamentali di ogni essere umano e alla salvaguardia del diritto di ogni popolo di vivere nella pace. Per questo la Sede Apostolica incoraggia le iniziative assunte nelle sedi internazionali per promuovere la pace e la giustizia, per superare i disaccordi e per intensificare le relazioni costruttive. A questo riguardo, mi piace salutare come un positivo passo il recente ingresso della Slovenia nell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, importante testimonianza di apertura e della volontà di collaborare con le altre nazioni. È lodevole tale intento di dedicarsi alle questioni che interessano la comunità internazionale e alle sfide globali. Nei rapporti internazionali, come d'altronde capita anche nei rapporti interpersonali, è di fondamentale importanza ottemperare agli impegni assunti: pacta sunt servanda . È mio sincero augurio che la Repubblica di Slovenia possa dare il proprio contributo nei fori internazionali, anche mediante una buona collaborazione con la Santa Sede.

La missione specifica della Chiesa Cattolica, che esercita in terra slovena come in ogni parte del mondo, è quella di annunciare il Vangelo e di portare ad ogni uomo la salvezza che viene dal Signore Gesù. Un segno della vivacità della Chiesa in Slovenia è stato il Congresso Eucaristico Nazionale recentemente celebrato, che ha visto numerosi fedeli radunarsi a Celje assieme ai loro Pastori. Momento culminante di questo evento, presieduto dal mio Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone, è stata la beatificazione del giovane Lojze Grozde, martirizzato in odio alla fede in un periodo molto difficile della storia del Paese. Ulteriori manifestazioni della vitalità della Comunità ecclesiale in terra slovena sono le numerose opere pastorali e caritative presenti nei vari contesti sociali: scuole, ospedali, prigioni, esercito e altre istituzioni. Colgo l'occasione per indirizzare un caloroso saluto a tutti i cattolici del Suo Paese; attraverso le varie iniziative, essi si impegnano ad aiutare tutti ad approfondire il senso spirituale dell'esistenza e desiderano contribuire alla costruzione di una società sempre più giusta e più solidale, nel rispetto delle convinzioni e delle pratiche religiose di ciascuno.

Eccellenza, la Santa Sede ha a cuore di intensificare la collaborazione fruttuosa con le Autorità slovene; nell'osservanza delle rispettive competenze e finalità, desidera proseguire nel comune impegno a perseguire il vero bene di ogni persona e della società. Mentre prende avvio la Sua missione di Rappresentante della Repubblica di Slovenia presso la Santa Sede, Le porgo i miei migliori voti augurali. Nell'esercizio delle Sue funzioni, Ella sia certa di poter trovare sempre presso i miei collaboratori il sostegno attento e la comprensione cordiale di cui avrà bisogno. Su di Lei, gentile Signora, sul popolo sloveno e sui suoi dirigenti, invoco di cuore l'abbondanza delle Benedizioni divine.

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