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Boko Haram torna
a colpire la Nigeria

· Ucciso un autista e rapite sei persone fra cui un cooperante ·

Il terrorismo torna a colpire la Nigeria. In seguito all’attacco di un convoglio di operatori umanitari — nello stato nordorientale di Borno, nei pressi di Maiduguri, una delle roccaforti degli integralisti di Boko Haram — sono state rapite sei persone, tra le quali un membro dell’ong Azione contro la fame e un funzionario del ministero della salute nigeriano. Nell’agguato, avvenuto ieri, gli assalitori avrebbero preso di mira tre auto appartenenti all’ong uccidendo l’autista. Tra i dispersi ci sarebbero due autisti e tre operatori sanitari, mentre gli altri passeggeri sarebbero fuggiti in direzione di Damasak. A riferilo sono state fonti della sicurezza citate dalla stampa nigeriana, spiegando che l’aggressione sarebbe stata perpetrata dal gruppo jihadista di Boko Haram.

«Siamo profondamente rattristati per questo tragico incidente dal momento che i nostri colleghi si dedicano a fornire assistenza e supporto di importanza vitale a molti individui e famiglie», ha riferito la dirigenza di Azione contro la fame, senza fornire tuttavia ulteriori commenti sull’accaduto.

La situazione estremamente delicata ha spinto anche le Nazioni Unite a intervenire, esprimendo «profonda preoccupazione». Il coordinatore umanitario dell’Onu, Edward Kallon, si è detto «turbato», invitando tutti coloro che «possono influire» sul caso «a fare il possibile per mantenere illesi» i collaboratori dispersi lavorando «per il loro ritorno in sicurezza». L’attacco ha sollevato anche le preoccupazioni del governo di Ajuba sulle aggressioni contro il personale umanitario che opera nella regione per cercare di arginare una grave crisi umanitaria. Gli operatori umanitari vengono difatti regolarmente presi di mira dai militanti di Boko Haram.

Le autorità nigeriane già lo scorso anno avevano segnalato una rinascita estremista e questo rapimento arriva nove mesi dopo che la fazione africana di Boko Haram, legata al sedicente Stato islamico (Is), aveva giustiziato un volontario della Croce rossa che era stato rapito in un’altra città nel nordest del paese. Lo Stato islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (Iswap), affiliato all’Is, è particolarmente attivo in questa remota regione vicino al lago Ciad e al confine con il Niger, dove ha portato a termine negli ultimi anni ripetuti attacchi contro le forze di sicurezza nigeriane. Secondo le stime governative, il gruppo terroristico nigeriano da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha mietuto più di 30.000 vittime e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie abitazioni.

Nonostante la controffensiva lanciata dalle forze militari della regione, il gruppo continua a condurre attacchi prendendo di mira soprattutto i civili. La rivolta, cominciata nel nordest della Nigeria, si è allargata a dismisura fino a coinvolgere, oltre al Camerun, anche il Niger e il Ciad, causando una grave crisi umanitaria nella regione. Per combattere i ribelli, i quattro stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una task force multinazionale congiunta.

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