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I tempi lunghi
dell’Unione

Di Roma si dice che «non fu fatta in un giorno». Altrettanto si deve dire dell’Unione europea, poiché come ogni corpo organico si sviluppa e matura nel tempo. Il presente volume, curato dalla Delegazione dell’Unione europea presso la Santa Sede, con il contributo de «L’Osservatore Romano», ripercorre il primo tratto di questo cammino di crescita, iniziato con la firma dei Trattati di Roma. Essi hanno dato vita a quella Comunità di stati che ambivano a lasciarsi alle spalle le contrapposizioni di due conflitti mondiali e a mettere in comune le proprie risorse per dare vita a un progetto di pace.

Queste pagine, tuttavia, non intendono semplicemente offrire la cronistoria di quanto avvenuto, ma, nello stesso tempo, rendere conto di un “dialogo”, quello cioè fra la Comunità che andava via via sviluppandosi e i Pontefici che si sono succeduti alla guida della Chiesa. Non v’è dubbio, infatti, che la Santa Sede ha guardato e guarda al progetto europeo con profonda simpatia e attenzione, anche quando sembrano prevalere le divergenze.

Tra le tante espressioni che emergono nel fruttuoso dialogo fra i Papi e l’Europa, ne vorrei qui sottolineare brevemente due: dignità dell’uomo e pace. Esse sono riassuntive del lungo percorso — in gran parte ancora da scrivere — che ha caratterizzato questi sessant’anni.

Al centro del progetto europeo vi è sempre stato l’uomo con la sua dignità. L’Europa non è solo un insieme di regole politiche o di procedure economiche. Essa è — come sottolinea Papa Francesco — «una vita, un modo di concepire l’uomo a partire dalla sua dignità trascendente e inalienabile». Al progetto europeo occorre poi riconoscere un merito significativo: quello di aver garantito uno dei più lunghi periodi di pace che la storia continentale ricordi. Ed è sempre bene tenere presente che la pace è un bene prezioso, che non può mai essere dato per scontato, è la condizione essenziale per lo sviluppo armonico di ogni società.

In tale prospettiva, particolarmente significativa è l’inclusione nel volume delle lettere apostoliche con cui sono stati proclamati, nel corso degli anni, i sei patroni dell’Europa. In contesti ed epoche diverse e fra loro lontane, essi si sono spesi con zelo per il bene e la pace tra i popoli europei, animati dalla speranza di costruire un mondo più giusto, più fraterno e più degno dell’uomo.

Mi auguro che la lettura di questa raccolta possa contribuire a rilanciare il convinto e generoso impegno dei cristiani a favore della costruzione europea e, allo stesso tempo, a far riconoscere da parte di tutte le istanze interessate il contributo che le comunità religiose possono offrire all’edificazione di questa casa comune, che — come ha ricordato il Papa — merita senz’altro di essere costruita.

di Pietro Parolin

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21 novembre 2019

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