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I talebani conquistano terreno

· L’Onu condanna gli attentati a Kabul e nella provincia di Kandahar ·

Rafforzate le misure di sicurezza  a Kabul dopo la strage  nei pressi del parlamento (Afp)

I talebani comprano equipaggiamento, armi, munizioni e carburante direttamente dai soldati dell’esercito afghano e guadagnano terreno. Lo ha denunciato l’ispettore generale dell’organismo statunitense che supervisiona la ricostruzione (Sigar). In un rapporto allarmato sui rischi che sta correndo in Afghanistan il processo di stabilizzazione, John Sopko ha sottolineato anche che l’impegno delle forze di sicurezza afghane per sottrarre all’insorgenza talebana aree strategiche del paese ha causato anche la misteriosa scomparsa di decine di soldati. In occasione di un intervento nel centro per gli studi strategici e internazionali, l’ispettore generale ha presentato una lista dei maggiori rischi che ostacolano in Afghanistan il successo della ricostruzione nazionale. Fra questi, la corruzione, l’impossibilità di consolidare i successi ottenuti, l’incapacità di Kabul di gestire in maniera efficace il suo budget e la cattiva gestione dei contratti. Sopko ha lanciato inoltre un grido di allarme sulle conquiste territoriali realizzate dalle forze antigovernative. Nel novembre 2015 il governo di Kabul sosteneva di avere il controllo del 72 per cento del territorio nazionale. Una percentuale scesa al 63,4 per cento nell’agosto 2016. Nel frattempo, l’Onu ha condannato il duplice attentato terroristico vicino al parlamento di Kabul e alla residenza del governatore della provincia di Kandahar, definendoli «attacchi spregevoli». «Gli attacchi indiscriminati contro i civili, incluso il corpo diplomatico — si legge in una nota del Palazzo di Vetro — sono violazioni dei diritti umani e non possono essere giustificati». Quindi, si chiede di «portare al più presto i responsabili davanti alla giustizia».

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15 novembre 2019

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