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I significati
della misericordia

· Nelle Filippine il giubileo interpella anche i musulmani ·

Se la misericordia guarderà soprattutto ai poveri, se interpellerà, insieme, cristiani e musulmani, se si privilegerà il bene comune, la costruzione di «una nazione giusta» in cui a tutti è garantita dignità umana e prosperità, allora l’anno santo appena iniziato può essere nelle Filippine «opportunità per una revisione di vita a tutti i livelli».

Questi, in sintesi, i concetti espressi dal cardinale arcivescovo di Manila, Luis Antonio G. Tagle, in un’intervista pubblicata sul sito internet «Vatican Insider». Non a caso il porporato, per dare un chiaro segnale, nella solenne apertura della porta santa della cattedrale ha voluto accanto a sé una famiglia povera, dei giovani e alcuni disabili.

«Misericordia significa, specialmente per i ricchi, tenere a mente la presenza dei poveri. Inizia dall’accorgersi che i poveri sono fratelli. Ma non basta: bisogna agire e cambiare il proprio stile di vita, per vedere di cosa si ha davvero bisogno. Misericordia in economia significa profonda revisione di vita, significa distribuire equamente le risorse, perché Dio le ha pensate per tutti. La misericordia in questo campo ha una traduzione concreta: condivisione», sottolinea Tagle. Ma, nelle Filippine, il bisogno di misericordia investe anche altri versanti. Nel sud del Paese la conflittualità con la consistente comunità islamica non ha ancora trovato soluzioni: «La misericordia — osserva l’arcivescovo di Manila — chiede che cristiani e musulmani si mettano gli uni nei panni degli altri e sviluppino relazioni empatiche, per comprendere i sentimenti e le ragioni degli altri. Poi significa imparare a perdonare, unica via per la riconciliazione. Bisogna riscoprire e costruire fiducia a partire da quanto abbiamo in comune: siamo esseri umani, siamo cittadini filippini, siamo figli di Abramo, abbiamo gli stessi sogni per i nostri figli».

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