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I sette samurai
del pensiero astratto

· ​In un libro di Chiara Valerio il lato umano della matematica ·

Esce questo mese nelle sale cinematografiche il remake del celebre I magnifici sette di John Sturges, a sua volta ispirato dal capolavoro di Akira Kurosawa, I sette samurai. I “sette samurai” sarebbe stato un titolo adatto per l’ottimo saggio che Chiara Valerio ha pubblicato con la Einaudi: Storia umana della matematica

Elaborazione grafica dalla locandina del film  «I sette samurai» di Akira Kurosawa

Sfoggiando indubbie qualità di romanziera, la dottoressa Valerio propone sette avvincenti storielle su altrettanti matematici: gli ungheresi Farkas (1775-1856) e János Bolyai (1802-1860), il tedesco Bernhard Riemann (1826-1866), il francese Pierre-Simon Laplace (1749-1827), l’italiano Mauro Picone (1885-1977), il russo Lev Landau (1908-1961? o 1968?) e lo statunitense Norbert Wiener (1894-1964).

Quello che risulta ingegnoso e innovatore nell’esposizione della divulgatrice è la sua capacità di esporre il contesto storico e familiare dei sette personaggi tramite un narrativo farcito di aneddoti allietanti e alternato da interiezioni nelle quali la scrittrice narra, in prima persona, le sue esperienze personali che la legano agli scienziati che descrive. Lungi da risultare digressive, queste interruzioni, finemente soppesate e brillantemente cadenzate, danno alle biografie un ritmo appassionante che conduce il lettore — anche quando non dotato di una specifica preparazione matematica — a capire come delle vicissitudini particolari siano state strumentali per assicurare delle scoperte di enorme rilevanza.
Le disavventure personali di questi uomini eccezionali hanno condizionato direttamente le loro scoperte e, indirettamente, il nostro mondo. Chiara Valerio sembra optare per un’altra possibilità: i matematici sono uomini alle prese con un talento precoce, imperativo e solitario, che vivono un’avventura nella quale regalano agli altri delle intuizioni che cambiano la loro vita, anche se, la loro di vita, tra ostinazione e fortuna, spesso viene dilaniata. Viene proprio voglia di darle ragione quando si considerano le parole di Kambei Shimada, l’eroe tragico de I sette samurai che recluta sei rōnin per difendere la causa dei contadini oppressi: «Tale è la natura della guerra. Ci si salva, salvando gli altri. Chi pensa solo a sé stesso, finisce per distruggere sé stesso».

di Carlo Maria Polvani

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20 ottobre 2019

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