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I saluti del cardinale O'Brien e di monsignor Nichols

Il cardinale O'Brien, presidente della conferenza episcopale scozzese, e l'arcivescovo Nichols, presidente della conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, hanno introdotto l'incontro dei vescovi con il Papa.

Il porporato ha rilevato come «parole e presenza» del Papa «ci ricordano la nostra antica eredità cristiana. La sciarpa in tartan di san Niniano, che lei ha indossato con tanta cortesia, ha dimostrato che lei è stato lieto di essere scozzese onorario per un giorno!». Il cardinale ha quindi posto l'accento sul valore dei testi del Pontefice: «A partire dalla sua prima enciclica Deus caritas est , le sue parole sono sempre state oggetto di accurata attenzione e di studio solerte non solo da parte dei fedeli cattolici, ma anche di persone di altre fedi e di non credenti». E ora i discorsi pronunciati nel Regno Unito «saranno studiati e utilizzati per rafforzarci tutti nella fede trasmessaci nel corso dei secoli e in questi quattro giorni dal Successore di Pietro stesso». E ha concluso dicendo al Papa che «la sua è stata una visita sia pastorale che di Stato, ma il nostro commiato da lei è del tutto personale. Sia certo del fatto che ci baseremo sulla sua visita per molti anni, confermati tanto saldamente da lei nella fede».

L'arcivescovo Nichols ha, a sua volta, ricordato come Benedetto XVI abbia «sempre parlato dell'importanza del contributo della fede cristiana nella nostra società. E ora possiamo già percepire una nuova apertura a tale questione, e al ruolo delle comunità di fede, non solo nella posizione del Governo ma anche nel cuore e nella volontà di tante persone. Proseguiremo sulla base di queste nuove opportunità per il bene comune di tutti». In questo contesto, ha concluso, il Papa «ha incoraggiato la nostra opera di tutela e ha dimostrato di avere un cuore disponibile a quanti hanno sofferto per la nostra negligenza». È una visita che «ci dona un cuore nuovo per i compiti che dobbiamo svolgere e contribuisce ad arricchire la nostra storia e a plasmare il futuro».

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19 marzo 2019

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