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​I rifugiati
non possono aspettare

· ​Dal cardinale Nichols uno sprone a Regno Unito e istituzioni europee ·

Il Regno Unito e il resto d’Europa possono e devono fare di più per accogliere le ondate dei rifugiati che giungono dalle regioni mediorientali. È quanto, in sostanza, ha detto il cardinale arcivescovo di Westminster, Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, intervenendo ieri all’Houses of Parliament di Londra, dove ha incontrato parlamentari e sostenitori della Caritas Social Action Network, la rete delle organizzazioni caritative che fanno riferimento alla Chiesa cattolica locale. 

Il porporato ha riconosciuto quanto fatto finora dalle istituzioni pubbliche e ha apprezzato l’iniziativa del Governo di accogliere i rifugiati siriani nel Regno Unito. «Ma ancora — ha detto — il processo è lento, mentre la piaga dei rifugiati non attende». In questo senso, ha sottolineato, «la generosità della gente supera di gran lunga la risposta del nostro Governo». Il primo ministro britannico, David Cameron, come è noto, ha assicurato che 20.000 rifugiati siriani potranno stabilirsi nel Regno Unito nei prossimi cinque anni, ma ha respinto gli appelli dei leader delle istituzioni europee a farsi carico di una quota aggiuntiva delle centinaia di migliaia di persone che spingono per entrare in Europa e affrontare quindi collettivamente la crisi dei rifugiati. Perché, certamente, «è giusto aiutare le persone ed evitare loro i viaggi terribili che vengono intrapresi. È sì giusto portare aiuto ai rifugiati ai confini delle zone di conflitto e sono contento che ciò avvenga». Tuttavia, «molto di più deve essere fatto per i rifugiati qui e nel resto d’Europa per fare sì — ha rilevato il porporato — che la risposta a questa crisi sia meglio organizzata e controllata, diventando così più rispettosa della dignità di chi chiede aiuto. Come membri dell’Unione europea dovremmo svolgere appieno il nostro ruolo in questo sforzo che sta compiendo l’Europa».

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