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I raggi infrarossi dell'arte

· Valore terapeutico di cinema e letteratura ·

Per capire il presente c’è qualcosa di più utile che leggere il giornale: aiuta molto di più vedere un film di Éric Rohmer, passare del tempo davanti a un quadro di Braque e leggere un romanzo di Patrick Modiano, scrive Pierre Cahne nel contributo pubblicato su Lire, écouter voir, frutto del lavoro dell’Observatoire foi et culture dei vescovi francesi (il numero 8 del 2014) dedicato all’approfondimento del valore terapeutico, non solo artistico, di cinema, letteratura e pittura. 

Una scena tratta dal film di Éric Rohmer «La Boulangère de Monceau» (1962)

Le opere d’arte sono da sempre una strada privilegiata verso inedite visioni del mondo, e questo è ancora più vero per la cultura moderna e contemporanea. Amare i libri — si legge nella raccolta di saggi Lire, écouter, voir — significa «amare la carne e amare le cose». Perché Rohmer e non un altro regista? Perché per lui il cinema è l’analisi della realtà e delle sue contraddizioni. Per questo indaga i sentimenti e gli aspetti più banali della vita quotidiana, i rapporti interpersonali, spaziando dalla solitudine all’amore in tutte le sue declinazioni e già il suo primo lungometraggio Il segno del leone (1959) presenta la caratteristica che ha reso originale l’intera sua opera: mostrare il sentire delle persone attraverso il loro sguardo sulle cose.
La poetica di questo grande maestro del cinema europeo, uno degli innovatori del linguaggio cinematografico all’epoca della nouvelle vague, ha molto in comune con la «sperdutezza» che si respira nei romanzi di Modiano, in cui l’assenza del padre (con la minuscola ma anche, e forse soprattutto, con la maiuscola) condanna i personaggi a un generico senso di colpa tanto vago quanto angosciante, difficile da esorcizzare. Ma l’attesa snervante che vivono i personaggi è il segno più evidente del mistero nascosto al fondo di ogni situazione, vissuta o solo immaginata.
«Ho sempre pensato — ha detto Modiano nel suo discorso di ringraziamento dopo aver ricevuto il premio Nobel, il 7 dicembre scorso — che il poeta e il romanziere conferiscono mistero a esseri umani che sembrano sopraffatti dalla vita quotidiana, a oggetti apparentemente banali, e questo a forza di osservarli con un’attenzione intensa e in modo quasi ipnotico.

di Silvia Guidi

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26 maggio 2018

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