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I presepi uniscono le culture

· Le rappresentazioni della Natività negli uffici del cardinale segretario di Stato nel Palazzo Apostolico ·

Uno splendido tessuto azzurro che ricorda il cielo limpido del mattino, due angeli festanti coperti di oro zecchino che si stagliano in alto tenendo un velo candido in seta che riverbera sulla scena sottostante. È lo sfondo del presepe che accoglie il visitatore nel corridoio che introduce alla sala di San Giovanni Battista degli uffici del segretario di Stato, nel Palazzo Apostolico. Al centro della scena una preziosissima statua lignea del XIV secolo, proveniente dai Musei Vaticani, raffigurante la Vergine Maria con la corona regale sulla testa e il Bambino in braccio, che rimanda la mente alle meravigliose cattedrali gotiche francesi. Un raggio di luce a tecnologia led unisce, quasi come per “catarsi”, la Madonna e suo Figlio con il libro di Benedetto XVI L’infanzia di Gesù aperto alle pagine dove si narra la nascita del Salvatore. Dalla colonna dove è adagiato il volume parte una ghirlanda di fiori, spighe di grano e tralci di vite, replica di quella più famosa dipinta da Raffaello nelle omonime Logge. La ghirlanda è legata da un cordone rosso, simbolo del sangue di Cristo, e collega lo stemma, realizzato in acquarello su carta, del cardinale Tarcisio Bertone, a simboleggiare lo stretto legame tra il Pontefice e il suo segretario di Stato. Un gruppo di angeli in legno policromo uniti in un’unica cantoria del secolo XVII, diffondono con i loro strumenti musicali la gioia per l’annuncio della nascita del Salvatore.

Non è l’unica rappresentazione del Natale in questa sala. Ce ne sono altre quattro, come ci spiegano i realizzatori e gli ideatori di queste composizioni artistiche, coadiuvati dalle maestranze del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, sotto la regia di suor María del Carmen Aparicio Báscones.

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19 settembre 2019

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