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I preferiti di Dio

· Nel libro «Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa» ·

Giovedì 5 settembre a Seveso, nell’ambito del ventitreesimo congresso nazionale dell’Associazione teologica italiana, Gustavo Gutiérrez - sacerdote e teologo peruviano, dal 2001 entrato nell’ordine dei domenicani, considerato uno dei padri della teologia della liberazione - dialogherà con il teologo Mario Antonelli sul tema «Fare teologia nella tradizione in America Latina». Gutiérrez ha scritto, insieme all’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, il libro Dalla parte dei poveri. Teologia della liberazione, teologia della Chiesa (Padova-Bologna, Edizioni Messaggero - Editrice Missionaria Italiana, 2013, pagine 192). «In queste pagine - scrive Gutiérrez nel primo capitolo - vorremmo presentare alcune considerazioni su come vediamo il ruolo attuale e i compiti futuri della riflessione teologica nella vita della Chiesa presente in America Latina e nei Caraibi». E specifica più avanti l’arcivescovo Müller: «Ogni teologia deve partire da un contesto. Ma con ciò la teologia non si disperde in una incommensurabile somma di teologie regionali. (...) Ogni teologia regionale deve invece avere già in se stessa una vocazione ecclesiale universale» e le questioni poste dalla teologia della liberazione sono «un aspetto imprescindibile di ogni teologia, quale che sia il quadro socio-economico che ne circoscrive lo spazio».

«Con un Papa latinoamericano – scrive sul giornale di oggi Ugo Sartorio, nell'attenta recensione al volume – la teologia della liberazione non poteva rimanere a lungo nel cono d’ombra nel quale è stata relegata da alcuni anni, almeno in Europa. Messa fuori gioco da un doppio pregiudizio: quello che non ha ancora metabolizzato la fase conflittuale della metà degli anni Ottanta, per altro enfatizzata dai media, e ne fa una vittima del Magistero romano; e quello ingessato nel rifiuto di una teologia ritenuta troppo di sinistra e quindi tendenziosa». Il libro però, prosegue Sartorio, non è solo un contributo al superamento di cliché e pregiudizi ideologici: la sua lettura infatti sollecita importanti riflessioni capaci di integrare e rivitalizzare prospettive spesso incrostate. È del resto importante ricordare come la riflessione teologica latinoamericana non sia affatto un fenomeno unitario: oggi, infatti, è caratterizzata da correnti tra loro anche molto diversificate. Grazie alla teologia della liberazione che ha al suo centro i poveri («i preferiti di Dio»), dunque, la Chiesa cattolica ha potuto ulteriormente accrescere il pluralismo al suo interno.

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