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I poveri al centro

· A colloquio con l’arcivescovo di Manila ·

Papa Francesco «ha davvero messo al centro della sua visita pastorale nelle Filippine le persone povere, sofferenti, dimenticate e indifese». Al punto che il cardinale Luis Antonio G. Tagle, arcivescovo di Manila, è «ottimista riguardo alle nuove energie che il suo messaggio, i suoi appelli e i suoi gesti possono suscitare in termini di fare di più per i poveri».

Così il porporato all’indomani del viaggio del Pontefice in Asia, conclusosi con la celebrazione record al Rizal park, letteralmente invaso da una folla oceanica di fedeli.

Tracciando per il nostro giornale un bilancio della visita, egli spiega che «la Chiesa nelle Filippine è forse l’istituzione nazionale meglio organizzata quando si tratta di rispondere ai bisogni dei poveri negli ambiti dell’educazione, della salute, della nutrizione, del sostentamento e della risposta alle catastrofi». Ma, fa notare, «i bisogni sono grandi e quindi la Chiesa deve raddoppiare i propri sforzi, collaborando con le agenzie governative, il settore imprenditoriale, le organizzazioni civiche e i comuni cittadini di buona volontà».

Da qui una serie di attese espresse dall’arcivescovo di Manila: «Mi piacerebbe vedere l’impegno di accademici e intellettuali nell’individuare le radici della disuguaglianza sociale e proporre cambiamenti strutturali. Mi piacerebbe vedere anche le grandi imprese e aziende riesaminare il modo in cui la loro attività può promuovere lo sviluppo sociale e non soltanto il profitto. Mi piacerebbe vedere un maggiore accesso dei poveri alle risorse educative, mediche e spirituali. Infine mi piacerebbe vedere i poveri trattati non solo come beneficiari della gentilezza altrui, ma anche come agenti attivi del proprio sviluppo personale, come anche di quello sociale, attraverso un sistema di consultazione che permetta loro di essere ascoltati e di partecipare».

di Gianluca Biccini

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24 luglio 2019

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