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I popoli non muoiono

· Il cardinale decano alle esequie del presidente della Repubblica di Polonia ·

Pubblichiamo l'omelia del cardinale Angelo Sodano, rappresentante del Papa alle esequie del presidente della Repubblica di Polonia e delle altre vittime dell'incidente aereo di Smolensk, svoltesi domenica 18 aprile a Cracovia. Il testo dell'omelia del porporato — in polacco, italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo — è stato letto dal nunzio apostolico in Polonia, arcivescovo Józef Kowalczyk, poiché il cardinale Sodano è stato impossibilitato a partecipare al rito a causa della nube vulcanica che ha bloccato i cieli d'Europa.

Illustri Capi di Stato e di Governo,

Illustri Autorità della Repubblica

di Polonia,

Venerati Fratelli Vescovi

e Sacerdoti della Chiesa in Polonia,

Cari Amici!

Da varie parti del mondo, come dai diversi angoli della Polonia, voi siete accorsi numerosi a questa storica Basilica mariana di Cracovia, per rendere omaggio a S.E. il Signor Lech Aleksander Kaczynski, Capo di Stato che ha lasciato in lutto questa nobile Nazione in un modo commovente e tragico, insieme alla Sua gentile Signora Maria ed altre 94 vittime del disastro aereo di Smolensk.

Anch'io sono qui venuto dalla Città del Vaticano, cuore del mondo cattolico, per portare alle Autorità ed al popolo della Repubblica di Polonia, l'assicurazione della vicinanza e della solidarietà del Papa Benedetto XVI.

Da più di un millennio questa cara Comunità polacca è stata sempre profondamente unita alla Chiesa di Roma. Gli stretti vincoli di comunione ecclesiale si sono poi ancor più rinsaldati con il contributo che la Chiesa di Cracovia ha offerto a tutta la Comunità cristiana con il dono del grande Pontefice, quale fu Giovanni Paolo II.

Sono quindi lieto di portare qui la preghiera, il saluto e la Benedizione del Papa Benedetto XVI.

Siamo riuniti in quest'ora tragica della storia della nazione polacca, una delle numerose tristi ore che hanno segnato la sua storia. Tuttavia, quella stessa storia ci insegna che questo popolo nobile e generoso ha sempre trovato la saggezza e la forza necessarie per rispondere alla prova e alla tribolazione, e per ricongiungersi, in unità e armonia, come società e come nazione.

Questi sono la speranza orante e l'incoraggiamento che Papa Benedetto XVI esprime ancora una volta al popolo polacco: l'incoraggiamento a preservare la concordia e una cooperazione attiva con altri popoli nell'edificazione di un mondo di giustizia e di civiltà autentiche.

La sua presenza, mentre i Capi di Stato e di Governo sono riuniti in Polonia in questa ora di lutto nazionale, è essa stessa un messaggio di grande speranza per il futuro.

È la speranza che qui, in Europa, e in tutto il mondo, i vincoli di amicizia e di cooperazione fra le persone si rafforzino. È la speranza di una maggiore solidarietà fra le Nazioni, in tempi buoni e cattivi, una solidarietà caratterizzata dal rispetto costante per la loro identità e la loro cultura.

«I popoli non muoiono», hanno ripetuto in diverse occasioni i Sommi Pontefici che si sono succeduti. Il grande figlio di questa terra polacca, Papa Giovanni Paolo II, durante una visita alle Nazioni Unite parallelamente ai diritti delle persone aveva anche parlato dei «diritti dei popoli».

Nello stesso tempo, sia il compianto Giovanni Paolo II sia, adesso, Benedetto XVI, non hanno cessato di ricordarci il dovere della solidarietà tra le nazioni, alla luce del grande e superiore principio dell'unità del genere umano.

Ora vorrei esprimere il desiderio che gli ultimi onori, che oggi tributiamo al compianto Presidente della Repubblica di Polonia, così come il ricordo delle vittime di Katy{l-nacute}, che il Presidente scomparso intendeva commemorare, possano contribuire a una maggiore unità dell'Europa e del mondo.

La Chiesa cattolica da parte sua si impegna per questo ideale sublime, rendendo presente nel cuore dei popoli il Vangelo di Cristo, come un lievito potente che può trasformare e nobilitare ogni società e indicare così la via per un mondo migliore.

Cari amici, per i cristiani di tutto il mondo, il tempo pasquale è tempo di speranza. La Risurrezione di Gesù Cristo è garanzia di vittoria anche per l'umanità di oggi. La luce di Cristo continua a illuminare il mistero del dolore degli uomini e dei popoli; perciò, alla luce del Vangelo, possiamo sperare in un futuro di serenità e di pace.

Cari amici polacchi, ricordatevi che rimangono sempre attuali le parole del Salmo 144:

«Beato il popolo il cui Dio è il Signore»!

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23 aprile 2019

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