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I piccoli siriani
conoscono solo la guerra

· Otto anni fa cominciava uno dei conflitti più cruenti attualmente in corso nel mondo ·

C’è una generazione in Siria che ha conosciuto solo la guerra. I bambini nati negli ultimi 8 anni, e sopravvissuti, hanno potuto vedere solamente drammi, violenza, morti e quanto di meno immaginabile si possa volere per i loro occhi.

Bambini nel villaggio siriano di Baghuz (Reuters)

Quelli nati dopo il 15 marzo 2011 hanno vissuto, assaporato, un solo imperturbabile clima, quello della guerra. Conoscono alla perfezione edifici distrutti, raid aerei che colpiscono senza sosta, nubi tossiche causate dall’utilizzo di armi chimiche, civili usati come scudi umani, masse di profughi e sfollati interni dimenticati dal mondo.
Hanno imparato a coesistere con le conseguenze dirette di un conflitto civile: la carestia, il mancato riconoscimento dei diritti umani, anche quelli più basilari per loro come l’istruzione, l’insicurezza quotidiana e purtroppo la più grave, qualora ci fosse un’ipotetica classifica dei drammi, il loro impiego come soldati. Le bambine hanno dovuto subire matrimoni forzati, vedendo azzerata la speranza di poter scegliere la propria strada per realizzare i propri sogni per la propria vita.
Anche per migliorare la loro condizione si è svolta in questi giorni a Bruxelles la terza Conferenza dei paesi donatori della Siria. Collettivamente, per il 2019, sono stati raccolti aiuti per 6,16 miliardi di euro, oltre 2 miliardi per il 2020.

di Fabrizio Peloni

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14 ottobre 2019

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