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I nuovi volti della schiavitù

· Documento congiunto di Caritas internationalis e Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e gli itineranti ·

«Forse sarebbe meglio non parlare più di tratta ma direttamente di “schiavitù moderna” per evitare ambiguità, diffidenze e malintesi», chiosa Michelle Hough al termine del video di due minuti creato dalla Caritas Internationalis con il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Sante Sede: immagini sfuocate, ritmo convulso e inquadrature volutamente “sbagliate” per raccontare un mondo sommerso fatto di violenza e di abusi, il mondo del commercio degli esseri umani.

L’immagine scelta per illustrare   il  convegno svoltosi il 29 aprile   a Barcellona sulla tratta dei bambini

Il video ha concluso l’incontro che si è svolto nella mattina del 29 aprile a Palazzo San Calisto, presso il Pontificio Consiglio per i Laici, organizzato per presentare e promuovere «L’impegno cristiano sulla tratta», un documento congiunto di Caritas Internationalis e il Pontificio Consiglio per la Pastorale dei migranti ed itineranti.

«Quando una persona è vittima di tratta — si legge nel testo — diventa molto difficile e spesso pericoloso sfuggire da questa situazione. I superstiti di tratta decidendo di fuggire si trovano inevitabilmente di fronte a moltissime difficoltà. A essi è negato l'accesso a diritti come la protezione medica e servizi di consulenza. Inoltre, qualsiasi forma di assistenza di cui necessitano, è spesso condizionata da una sorta di cooperazione con le autorità, a prescindere dal pericolo a cui possa essere esposta la persona trafficata».

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06 dicembre 2019

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